Coronavirus, il virologo Silvestri: “La ritirata continua, i dati si commentano da soli”

Il virologo Guido Silvestri fa punto sulla situazione dell'epidemia di Coronavirus in Italia, dati alla mano

MeteoWeb

La ritirata continua, i dati si commentano da soli“: lo ha spiegato, in un post su Facebook (l’ormai nota “pillola di ottimismo“), il virologo Guido Silvestri, docente alla Emory University di Atlanta, facendo il consueto punto sulla situazione dell’epidemia in Italia, in riferimento ai dati relativi alla giornata di ieri.

Ecco il post:

LA RITIRATA CONTINUA.

Anche oggi cala il numero totale dei ricoverati in terapia intensiva (TI) per COVID-19 in Italia, da 424 a 408, quindi di altre 16 unità, e siamo ora al 10.0% del picco. Scende anche il numero dei ricoveri ospedalieri totali (da 6.099 a 5.916, quindi di altre 183 unità) mentre i casi attivi totali scendono da 41.367 a 39.893, quindi di altre 1.474 unità. Sono dati che si commentano da soli.

I GRAFICI DELL’INGEGNER GALANTI

Una delle cose più piacevoli di questa avventura delle “Pillole di Ottimismo” è la possibilità di conoscere persone di grande spessore intellettuale che altrimenti non avrei mai conosciuto. Cesare Galanti è un ingegnere meccanico in pensione che ha lavorato per molti anni in una industria aeronautica.

Mi scrive: ‘Trascorro il tempo libero a mia disposizione tra escursionismo, fotografia e frequentazione di concerti di musica classica. Qui in zona si svolge annualmente il Festival Pontino di Musica da Camera con concerti presso il castello di Sermoneta. Sto seguendo i bollettini giornalieri della Protezione Civile per cercare di capire l’evolversi dell’epidemia. Per questo ero interessato a verificare la diversità dei grafici da regione a regione e dietro il suo stimolo sono stato portato ad analizzare la diversità di impatto nelle singole province della regione più colpita, la Lombardia. Considerando che l’indice di rischio netto legato all’analisi a livello settimanale dei casi diagnosticati su 10000 abitanti potesse rendere bene lo stato di sofferenza delle singole province ho riportato i dati del bollettino della P.C. su un foglio excel per il calcolo dell’indice. Con QGIS ho quindi realizzato un report che mi facesse vedere su ogni pagina gli indici con relativo grafico a barre nell’arco temporale marzo-maggio insieme alla mappa della singola provincia. L’esame degli indici ci mostra chiaramente come nelle varie province ha avuto inizio la diffusione del COVID-19, come e quanto il virus si è diffuso, quale provincia ha avuto i picchi più alti e come man mano la diffusione è andata calando’.”