“Si tende a guardare al calo costante dei dati dei ricoveri in ospedale: ma una buona dose di ottimismo si può ricavare anche dal fatto che i nostri dati certificano che di media un tampone su due oggi risulta debolmente positivo“. E’ quanto illustrato nel corso di un’intervista al Corriere della sera da Marcello Tirani, epidemiologo della direzione Welfare della Regione Lombardia. “Restiamo prudenti per non trasmettere messaggi che potrebbero suonare come un liberi tutti ed essere fraintesi. Non possiamo dire con certezza che non lo siano in termini assoluti, ma in gran parte sì“, ha detto spiegando se è d’accordo con chi considera questi positivi non più contagiose. “Resta un problema di fondo: difficile fare un confronto scientifico tra i casi dell’inizio e di oggi – prosegue -. Se a marzo si facevano 100 tamponi al quinto giorno della persona malata, adesso in molti casi se ne fanno altrettanti al 40esimo giorno: la carica virale è scesa di parecchio“. Inoltre “il tampone cerca pezzettini di Rna del virus. Ora spesso trova un virus morto. Questo lo sappiamo per test che abbiamo fatto a Pavia, seminandolo su terreno di cultura per vedere se cresce. La gran parte di questi non cresce.
Coronavirus, l’epidemiologo: “Siamo ottimisti, i tamponi positivi rilevano per lo più virus morti. Resta solo il loro materiale abortivo”
"Il tampone spesso trova un virus morto: in molti casi è materiale abortivo del virus"


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