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Coronavirus, da AstraZeneca impegno mondiale per 2 miliardi di dosi di vaccino, Conte: “Italia in prima linea nell’approvvigionamento”
"AstraZeneca si è impegnata per assicurare la produzione di 2 miliardi di dosi su scala globale di un vaccino che è già in fase sperimentale sull'uomo"
AstraZeneca, che fornira’ ai Paesi europei fino a 400 milioni di dosi del vaccino della Oxford University, sta cercando di incrementare ulteriormente la sua capacita’ produttiva a livello globale per fornire un accesso al vaccino contro il coronavirus “ampio, equo e no profit”. “AstraZeneca si e’ impegnata per assicurare la produzione di 2 miliardi di dosi su scala globale di un vaccino che al momento e’ gia’ in fase sperimentale sull’uomo”, ha spiegato Lorenzo Wittum, Presidente di AstraZeneca Italia. “Pubblicheremo molto presto i risultati del trial di fase 1“, ha annunciato il Ceo di AstraZeneca, Pascal Soriot, in una conferenza stampa convocata dopo l’annuncio della firma dell’accordo con la Inclusive Vaccines Alliance europea, guidata da Germania, Francia, Italia e Paesi Bassi, per una fornitura all’Europa che arriverà fino a 400 milioni di dosi. “Entro la fine dell’estate – ha sottolineato Soriot – sapremo se il vaccino funziona contro il coronavirus”. “Olanda, Germania e Italia avranno un grosso ruolo nella produzione”, ha detto, aggiungendo che si può parlare di un vaccino “italo-britannico”, “un esempio importante di collaborazione internazionale”.
L’Italia è “in prima linea nell’approvvigionamento del vaccino” contro il Coronavirus. Lo dice il premier GiuseppeConte in un post su Facebook nel quale commenta la firma di un contratto con Astrazeneca insieme a Germania, Francia e Olanda. “All’Italia, che è stata la prima in Europa a conoscere da vicino questo virus, oggi è stato riconosciuto di essere tra i primi Paesi a dare una risposta adeguata. E anche con questa notizia oggi dimostriamo che vogliamo essere in prima linea nell’approvvigionamento di un vaccino, nella ricerca e nelle terapie che allo stato risultano essere più promettenti”.
“Come è noto il coronavirus è un nemico molto insidioso e abbiamo detto dall’inizio che il vaccino è l’unica soluzione vera e definitiva al problema. Stiamo parlando del candidato vaccino più promettente, anche se non c’è certezza assoluta, che è nato nei laboratori dell’Università di Oxford. Dentro questa partita della produzione e distribuzione l’Italia è protagonista”. Lo ha affermato il ministro della Salute Roberto Speranza, che ha annunciato, durante gli Stati generali dell’economia a Roma, la firma, con i ministri della Salute di Germania, Francia e Olanda, del contratto con Astrazeneca per l’approvvigionamento fino a 400 milioni di dosi di vaccino da destinare a tutta la popolazione europea. Dal candidato vaccino di Astrazeneca, testato all’Università di Oxford, “ci sarà un ricaduta sulla realtà Irbm di Pomezia e l’infialamento finale avverrà in una realtà italiana ad Anagni. Quindi – ha concluso Speranza – penso che sia una notizia molto importante, l’Italia si mette in testa a questo sforzo in continuità con quello fatto durante questi mesi”.
Il vaccino di Oxford che parla italiano
Il nome, nella fase di sperimentazione, e’ ChAdOx1 nCoV-19. È il vaccino messo a punto nei laboratori dello Jenner Institute dell’Universita’ di Oxford, in collaborazione con l’Oxford Vaccine Group, e con il rilevante contributo tutto italiano della Irbm di Pomezia, che rappresenta una delle speranze piu’ concrete per debellare il Coronavirus. I risultati, ottenuti a tempi di record, sono promettenti: dopo aver dimostrato sicurezza ed efficacia sugli animali, la sperimentazione sull’uomo del candidato vaccino italo-britannico e’ entrata in una fase cruciale. Gia’ svolti i test sui primi volontari, infatti, e’ scattata la somministrazione su diecimila persone, per un ampio studio di fase II/III da cui si attende il responso definitivo, previsto prima dell’inverno. Il vaccino si basa sulla tecnica del “vettore virale“, in cui l’Irbm e’ uno dei leader globali, ossia l’utilizzo di un virus simile a quello che si vuole prevenire ma non aggressivo, a cui si “incollano” le informazioni genetiche che si spera facciano scattare la risposta immunitaria dell’organismo.
Questo vaccino in particolare utilizza un vettore virale di scimpanze’ con deficit di replicazione basato su una versione indebolita di un comune virus del raffreddore (adenovirus), che causa infezioni negli scimpanze’ e contiene il materiale genetico della proteina spike SARS-CoV-2. Dopo la vaccinazione, viene prodotta la proteina spike superficiale, la quale attiva il sistema immunitario affinche’ attacchi il virus COVID-19 se questo dovesse in seguito infettare l’organismo. Il vettore adenovirus ricombinante (ChAdOx1) e’ stato scelto per generare una forte risposta immunitaria gia’ da una singola dose e non e’ replicante, non puo’ quindi causare un’infezione nell’individuo vaccinato. I vaccini prodotti con il virus ChAdOx1 sono stati finora somministrati a oltre 320 persone e si sono dimostrati ben tollerati, sebbene possano causare effetti indesiderati temporanei, come febbre, sintomi simil-influenzali, mal di testa o dolore al braccio.
Cinque mesi di corsa al vaccino: 115 candidati
Il mondo è in corsa per trovare un vaccino efficace contro il coronavirus: al momento sono allo studio 115vaccini. In uno studio pubblicato su Nature, la Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI) spiega che dall’11 gennaio 2020, appena 5 mesi fa, si e’ innescata un’attivita’ di ricerca che ora vede meno di 10 candidati in una posizione piu’ avanzata, per risultati ottenuti, risorse a disposizione e livello delle sperimentazioni. Alla corsa concorrono tutti i giganti della farmaceutica, i soli che potranno poi garantire le strutture industriali per la straordinaria produzione che sara’ necessaria per far fronte alla domanda globale.
Alcuni, come il vaccino americano Moderna, utilizzano il codice genetico necessario dalle cellule umane per la sintesi di antigene virale, mentre altri, come il vaccino Oxford, si basano sull’utilizzo dell’adenovirus. Oltre al vaccino di Oxford, tra quelli che hanno ottenuto il via libera per i test sull’uomo ci sono anche il NIaid – Moderna Therapeutics, sviluppato negli Usa dall’istituto guidato da Anthony Fauci; il BioNTech-Pfizter, dalla collaborazione tra il colosso americano Pfitzer e la tedesca biotech BioNTech; la Food and Drug Administration ha autorizzato la sperimentazione clinica per il vaccino a base di Dna proposto dall’azienda americana Inovio, chiamato Ino-4800. In Cina si testa sull’uomo il vaccino di CanSino Biologics e 2 vaccini messi della Shenzhen Geno – Immune Medical Institute sono stati avviati alla fase dei test clinici su 100 volontari sani. I candidati in questione, LV-SMENP-DC e aAPC, sono basati sull’utilizzo di lentivirus per far esprimere dalle cellule le proteine virali e attivare di conseguenza il sistema immunitario.