Deputata 5 Stelle interviene alla Camera per lamentarsi del ristorante chiuso: lei a bocca asciutta, i colleghi a bocca aperta

I 5 Stelle, quando erano all'opposizione, consideravano il ristorante della Camera un posto da privilegiati: ora chiedono di aprirlo anche di domenica, piuttosto che andare a spendere qualche euro in più fuori

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Oggi il ristorante della Camera era chiuso. Noi siamo qui a lavorare e questo non è giusto“. E’ questo l’intervento fatto in Commissione bilancio, alla Camera, dalla deputata del Movimento 5 Stelle Marialuisa Faro, che ha denunciato il fatto di essere rimasta a bocca asciutta, facendo però restare i suoi colleghi a bocca aperta. Faro ha alzato la mano, come da protocollo, e chiesto di intervenire sull’ordine dei lavori in Commissione bilancio. Peccato però che ciò che aveva da dire nulla centrava con i lavori stessi. La discussione, infatti, è stata lunga e corposa per via degli emendamenti al decreto Rilancio. I lavori sono iniziati al mattino e alle 13:30 la seduta è stata sospesa per la pausa pranzo. Pranzo che, evidentemente, è fallito per la deputata pentastellata, forse perché non sapeva che di domenica il ristorante della Camera è chiuso e non avrà pensato di provvedere con un pranzo al sacco, veloce, leggero e adatto a chi deve lavorare e non fare la pennichella pomeridiana.

Alla ripresa della seduta, dunque, la deputata non ha retto, forse a causa dei morsi della fame e ha pronunciato quelle poche ma spiazzanti parole: “Oggi il ristorante della Camera era chiuso. Noi siamo qui a lavorare e questo non è giusto. Domenica siamo convocati qui alle 15.30. Chiedo a Buompane di allertare la presidenza della Camera affinché domenica il ristorante di Montecitorio sia aperto per permetterci di pranzare qui“, ha precisato con veemenza.

Eppure in due ore sarebbe bastato uscire fuori dal palazzo, sganciare qualche euro in più, far ripartire l’economia in crisi per il lock-down e il gioco era fatto: lei a pancia piena e i colleghi tranquillamente a lavoro, discutendo solo di cose serie. E invece nulla. Anzi, peggio: il ristorante di Montecitorio era stato messo al bando dai 5Stelle nel lontano 2013, quando loro erano l’opposizione e non i ‘capi banda’. All’epoca non lo frequentavano perché non volevano pasti (e prezzi) da “privilegiati“. E insomma, è proprio il caso di dire “come si cambia per non morire“, visto che oltretutto i grillini erano quelli che a gran voce chiedevano la chiusura delle attività nei giorni festivi. Tutto un lontano ricordo. Meglio lo scranno comodo e sicuro invece che le battaglie da ‘suffragette’ di belle speranze.