Il gip del tribunale di Arezzo, al termine dell’udienza di convalida, ha disposto la misura degli arresti domiciliari per il 30enne romeno Emil Ciurrar, l’uomo che venerdì scorso si trovava alla guida del minivan che si è schiantato contro un camion fermo in corsia d’emergenza lungo l’autostrada A1, in direzione sud, all’altezza di Badia al Pino, nei pressi del casello di Arezzo: l’incidente ha causato la morte di due dei suoi figli, una bimba di 8 mesi e un bambino di 10 anni, e dei suoi genitori, di 50 e 52 anni. L’accusa è di omicidio stradale plurimo.
Nell’incidente sono rimaste ferite altre 7 persone, tra cui la mamma dei bimbi morti, e la gemellina della piccola di 8 mesi (trasportata all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze insieme a un altro bambino).
Il 30enne, si è avvalso della facoltà di non rispondere: trascorrerà gli arresti domiciliari a casa di un parente a Napoli, dove era diretto il giorno dell’incidente.
Il viaggio era iniziato 30 ore prima in Romania, e l’ipotesi più probabile è che l’uomo sia stato colto da un colpo di sonno.
“Mio padre ha gridato: attento! Allora ho aperto gli occhi e ho visto il tir davanti a me, ho provato a sterzare a sinistra. Pochi centimetri e li avrei salvati tutti“, avrebbe ripetuto Emil Ciurar in questi giorni passati in carcere. “Andavamo a Napoli dove ho dei parenti, per lavorare qualche mese“.


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