I parallelismi tra l’influenza spagnola del 1918 e il Covid-19 che ha colto impreparato il mondo da qualche mese proseguono. Abbiamo già visto come le dinamiche delle due pandemie siano molto simili (Coronavirus e influenza spagnola del 1918: due epidemie pericolose e minimizzate dalle istituzioni, “bisogna dire la verità”), ma non basta. Anche il modo e i motivi per cui manifestare sono identici in entrambi i casi, nonostante sia trascorso oltre un secolo tra un’epidemia e l’altra. Un esempio tra tutti? Le manifestazioni ‘no mask’, ovvero tutte quelle proteste dei cittadini convinti che la mascherina sia superflua e inutile. E’ cronaca recente quella della manifestazione dei “gilet arancioni” a Milano, contro l’uso delle mascherine, ma anche contro il lock-down, in nome di una difesa da presunti complotti globali non meglio identificati. Ebbene, oltre cento anni fa a San Francisco accadde la stessa cosa.
Era il 1918 quando l’Influenza Spagnola colpì gli USA e il governo di vide costretto a mettere in atto misure affini a quelle applicate in questi mesi in Italia ma anche in altre nazioni del mondo. Proprio come oggi furono molti i cittadini che non accettavano queste restrizioni delle proprie libertà e anche se involontariamente causarono tanti danni non indifferenti, soprattutto a San Francisco dove un problema sanitario non catastrofico fu trasformato in tragedia proprio a causa delle proteste anti mascherine e anti lock-down.
Le accuse nei confronti del Governo erano simili a quelli dei nostri gilet arancioni: i governanti vennero additati come violatori dei diritti e delle libertà fondamentali dei cittadini. All’epoca c’era però un problema ulteriore: gli uomini consideravano la mascherina un oggetto esclusivamente femminile e non volevano rinunciare alla loro ‘virilità’, tra i cui segni distintivi vi era lo sputare, il tossire e, perché no, anche trascurare l’igiene. Oggi in Italia, in un momento in cui la scienza e gli esperti sono più divisi che mai, risulta profetico quanto accaduto all’epoca, sebbene la speranza che una seconda ondata di Coronavirus non torni sia tanta.
La fiducia nella scienza era poca. Quella nelle istituzioni e nel governo era ancora meno e le manifestazioni contro l’uso delle mascherine non tardarono ad arrivare. Nel novembre 1918 la prima ondata della malattia iniziò a scemare e i commercianti chiesero di togliere ogni restrizione, ottenendo quanto chiesto. L’Anti-Mask League iniziò dunque a manifestare in piazza con la convinzione che la mascherina, resa obbligatoria, fosse poco sana. Le proteste puntavano inoltre sul fatto che la disoccupazione, aumentata a causa del ritorno dei soldati dalla Grande Guerra, era sicuramente un problema molto più concreto e pericoloso dell’epidemia. Il governo ascoltò e assecondò le istanze. Dopo poco tempo l’Influenza Spagnola tornò a colpire. San Francisco fu travolta dall’epidemia che colpì questa volta 45.000 cittadini, uccidendone circa 3.200.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?