I parallelismi tra l’influenza spagnola del 1918 e il Covid-19 che ha colto impreparato il mondo da qualche mese proseguono. Abbiamo già visto come le dinamiche delle due pandemie siano molto simili (Coronavirus e influenza spagnola del 1918: due epidemie pericolose e minimizzate dalle istituzioni, “bisogna dire la verità”), ma non basta. Anche il modo e i motivi per cui manifestare sono identici in entrambi i casi, nonostante sia trascorso oltre un secolo tra un’epidemia e l’altra. Un esempio tra tutti? Le manifestazioni ‘no mask’, ovvero tutte quelle proteste dei cittadini convinti che la mascherina sia superflua e inutile. E’ cronaca recente quella della manifestazione dei “gilet arancioni” a Milano, contro l’uso delle mascherine, ma anche contro il lock-down, in nome di una difesa da presunti complotti globali non meglio identificati. Ebbene, oltre cento anni fa a San Francisco accadde la stessa cosa.

Le accuse nei confronti del Governo erano simili a quelli dei nostri gilet arancioni: i governanti vennero additati come violatori dei diritti e delle libertà fondamentali dei cittadini. All’epoca c’era però un problema ulteriore: gli uomini consideravano la mascherina un oggetto esclusivamente femminile e non volevano rinunciare alla loro ‘virilità’, tra i cui segni distintivi vi era lo sputare, il tossire e, perché no, anche trascurare l’igiene. Oggi in Italia, in un momento in cui la scienza e gli esperti sono più divisi che mai, risulta profetico quanto accaduto all’epoca, sebbene la speranza che una seconda ondata di Coronavirus non torni sia tanta.
