Formaggio a fette richiamato per listeria: NON CONSUMARE, si rischia dalla gastroenterite alla meningite [AVVISO RASFF]

Chi avesse già acquistato il formaggio in questione deve riconsegnarlo in negozio o comune non consumare per rischio lsiteria

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Il Sistema rapido di allerta comunitario (RASFF), nei giorni scorsi, ha diffuso l’allarme sulla presenza di contaminanti microbici in formaggio a fette commercializzato anche in Italia. Vi è un serio rischio per la salute dei consumatori in quanto il prodotto in questione contiene livelli troppo alti di Listeria monocytogenes. Si tratta del formaggio “Almbauernkäse” del produttore “Sennereigenossenschaft Hatzenstädt“. Ad essere interessati dal richiami sono i formaggi con una data di vendita dal 1 maggio 2020 all’8 giugno 2020. Il prodotto non è adatto al consumo e può essere restituito dai consumatori nel rispettivo punto vendita o presso l’azienda austriaca “Sennereigenossenschaft Hatzenstädt“, dita che si assume la propria responsabilità in conformità con le disposizioni della legislazione alimentare e ha pertanto avviato un richiamo di questo prodotto.

Si ricorda che il RASFF è un portale della Commissione Europea che diffonde le allerte sugli alimenti, spesso ancora in fase di valutazione. Si tratta di una sorta di preallarme che arriva prima delle allerte nazionali, pubblicate in Italia sul sito del Ministero della Salute. Il principale scopo del RASFF è dunque quello di mantenere un elevato standard di sicurezza per i consumatori, preservandone la salute attraverso avvisi tempestivi e internazionali.

In merito al formaggio in questione il RASFF ha comunicato che ho prodotto in Austria, ma largamente commercializzato anche in Italia e Germania.

Vi invitiamo a controllore le nostre pagine per essere aggiornati su tutti gli ulteriori avvisi relativi all’alimento in questione e su altri richiami alimentari.

LISTERIA: COSA PROVOCA

La Listeria provoca per lo più infezioni del sistema nervoso centrale, come meningite, meningoencefalite, ascesso cerebrale, cerebrite, oltre che batteriemia nei soggetti immunocompromessi, in donne in gravidanza e in soggetti come neonati e anziani; causa inoltre gastroenterite in persone sane che sono state gravemente infettate.