Sospetti sulla morte improvvisa del presidente del Burundi: l’ombra del Coronavirus sul decesso “per infarto”

Il presidente del Burundi, morto improvvisamente a 55 anni, aveva espulso i rappresentanti dell'OMS, impegnati nella lotta contro il Coronavirus

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Si fa sempre più strada l’ipotesi COVID-19 in riferimento alla morte improvvisaper infarto” del presidente Pierre Nkurunziza: il decesso ha lasciato un vuoto di potere anche se il governo assicura che “sarà di breve durata“. Il sospetto è che la causa della scomparsa possa essere proprio il Coronavirus, di cui Nkurunziza minimizzava la portata.
In base alla Costituzione vigente, in caso di decesso del presidente, la guida del Paese viene affidata al presidente dell’Assemblea nazionale, e quindi a Pascal Nyabenda, anche se comunque tra due mesi salirà al potere Evariste Ndayisshimiye, vincitore delle presidenziali del mese scorso.
Intanto l’improvvisa scomparsa del presidente 55enne sta alimentando speculazioni sulle cause del decesso, ufficialmente attribuite ad un arresto cardiaco: secondo il Telegraph potrebbe essere stato ucciso dal Coronavirus, e, se così fosse, sarebbe il primo leader a perdere la vita a causa del virus.

Testimoni locali hanno riferito che Nkurunziza è stato ricoverato durante lo scorso fine settimana in un ospedale di Karuzi (nord) ed attaccato ad un respiratore artificiale ma “era già troppo tardi e le sue condizioni di salute si sono deteriorate rapidamente“.

Anche la first lady è stata contagiata dal nuovo Coronavirus e dopo le cure in Kenya è rientrata in Burundi 48 ore fa.
Su media e social dilagano le speculazioni anche sulla morte della madre di Nkurunziza, smentita però dall’esecutivo: “E’ ammalata ma non è deceduta” ha sottolineato un portavoce , precisando che “la natura della sua patologia è un fatto privato“.

Contestato in piazza, in particolare per la rielezione del 2015, incostituzionale secondo alcuni partiti di opposizione, Nkurunziza aveva assunto la guida del Paese dopo aver combattuto durante la guerra civile. Per la sua morte sono stati proclamati sette giorni di lutto nazionale.

Prima delle ultime elezioni, Nkurunziza aveva rifiutato di accogliere osservatori internazionali ed espulso i rappresentanti dell’OMS, impegnati nella lotta contro il COVID-19. Quando poi aveva fatto marcia indietro sugli osservatori, aveva imposto loro una quarantena per il Coronavirus rendendo inutile la loro presenza.
Nkurunziza si diceva certo che Dio avrebbe protetto il Burundi dalla pandemia e non aveva voluto vietare eventi religiosi, culturali e sportivi di massa.