Palermo, peschereccio scomparso: la Marina Militare individua il relitto, ora si potrà “fare luce su quella tragica notte”

Il cacciamine Numana della Marina Militare ha individuato oggi il relitto del peschereccio 'Nuova Iside'

Il cacciamine Numana della Marina Militare ha individuato oggi il relitto del peschereccio ‘Nuova Iside’, a 1400 metri di profondità, grazie all’impiego sinergico di mezzi sofisticati della Marina Militare, con il supporto nelle ricerche della Guardia Costiera. Il relitto è stato ritrovato in un’area a circa 30 miglia a nord di Palermo, a quasi 1400 metri di profondità, grazie all’impiego dei sensori della nave e di un veicolo filoguidato del Comando Subacquei e Incursori (Comsubin). La ricerca è iniziata lo scorso 30 maggio con l’impiego della fregata della Marina Militare Carabiniere che aveva individuato un’area di possibile presenza, dove il cacciamine Numana ha poi svolto ulteriori ricerche. Come fa sapere la Marina Militare, “la profondità del fondale, la presenza di forti correnti marine e, l’incertezza della posizione dell’affondamento e le condizioni meteorologiche non ottimali, hanno reso la ricerca particolarmente difficile e complessa”. La conferma dell’identità del relitto è stata ottenuta grazie ad alcune immagini del nome scritto sulla fiancata. Le immagini e il restante materiale ritrovato verranno ora messe a disposizione dell’autorità inquirente.

Sia recuperato al piu’ presto il motopesca del giovane Vito Lo Iacono”. E’ questa l’esortazione contenuta nell’interrogazione urgente al ministro della Difesa presentata da Vincenzo Maurizio Santangelo, senatore M5s, a seguito degli ultimi sviluppi delle indagini della Procura di Palermo che ha disposto il sequestro della petroliera Vulcanello e della scatola nera della nave. Gli inquirenti stanno indagando su un possibile coinvolgimento nella scomparsa del ‘Nuova Iside, appartenente alla marineria di Terrasini. Santangelo, vista la cooperazione dei mezzi navali della Marina militare specializzati, ha chiesto di sapere con quali tempi e modalita’ si possa pervenire ad una celere individuazione e, soprattutto, recupero del ‘Nuova Iside’. “Vogliamo che i dubbi su questo tragico episodio possano risolversi in fretta, pervenendo così alla ricostruzione di quanto accaduto quella tragica notte, che non ha visto piu’ far rientro nel porto di Terrasini i tre componenti della famiglia Lo Iacono” ha concluso il senatore.

LA VICENDA:

Del peschereccio si erano perse le tracce oltre un mese fa, il 13 maggio davanti al mare di San Vito Lo Capo, e dopo poche ore uno dei membri dell’equipaggio, Giuseppe Lo Iacono, 35 anni, era stato trovato morto. Il sindaco di Terrasini, Giosuè Maniaci, aveva raccontato: “Aspettavano la fine del lockdown per potere ricominciare a lavorare e portare il pane a casa, invece alla prima uscita il forte vento di scirocco li ha messi in difficoltà. Sono marinai esperti, tutti appartenenti alla stessa famiglia. Forse però non aspettavano questo cambio del vento così. Sono usciti solo per la voglia di lavorare e sono stati sfortunati“. A bordo del “Nuova Iside” vi erano tre pescatori appartenenti alla stessa famiglia: Matteo Lo Iacono, il figlio Vito, di 26 anni, e il cugino Giuseppe, di qualche anno più grande.

Allo stato attuale sono quattro gli indagati per la sparizione del peschereccio Nuova Iside e tra questi anche il comandante della petroliera Vulcanello, oltre che l’armatore della società Augustadue. Un atto dovuto, come si apprende da fonti investigative, per permettere un accertamento irripetibile. Sono accusati di omicidio colposo e omesso soccorso. Nei prossimi giorni è previsto l’accertamento che consiste nell’esame dello scafo della petroliera, nel frattempo sequestrata. Secondo l’accusa la petroliera avrebbe speronato il peschereccio facendolo affondare.