A partire solo dal cranio, è stato possibile ricostruire il volto di un uomo vissuto 8.000 anni fa. Ci sono riusciti gli esperti dell’Universita’ di Stoccolma e della Fondazione svedese per il patrimonio culturale (CHF). Lo studio, pubblicato sulla rivista Antiquity, delinea le possibilita’ della ricostruzione facciale 3D. “Il teschio non aveva la mascella, e appartiene a una serie di almeno 12 altri reperti simili rinvenuti nel 2018 in quello che una volta era un lago preistorico in Svezia. Abbiamo ipotizzato che il gruppo sia stato ucciso durante un antico rituale”, spiega Fredrik Hallgren, dal CHF, aggiungendo che il lavoro del team fornisce le prime evidenze del fatto che gli uomini dell’eta’ della pietra praticassero questo tipo di usanze.
Il cranio, infatti, era stato deposto su un palo. “Sette degli adulti probabilmente sono morti in agonia, le analisi indicano che avevano subito un grave trauma alla testa prima del decesso. Solo uno dei teschi aveva ancora la mascella, e tutti erano stati deposti in un’elaborata scultura subacquea realizzata tra 7.500 e 8.500 anni fa. Potrebbe essersi trattato di brutale violenza, punizioni esemplari, rapimenti, non lo sappiamo ancora”, afferma Hallgren.
“Non possiamo conoscere il significato del rituale, ma dimostra la complessita’ della popolazione dell’epoca, ma la tecnologia moderna ci ha permesso di osservare le sembianze di uno di loro”, afferma Oscar Nilsson, un artista forense con sede in Svezia, che ha eseguito una tomografia computerizzata del cranio e stampato una replica 3D in plastica vinilica. “La mascella non era presente tra i resti ritrovati, per cui abbiamo dovuto dedurne le dimensioni sulla base delle caratteristiche ossee del cranio, cosi’ come altri dettagli, compresi i vestiti e la forma del naso, che dipendono da ragionamenti su fonti piu’ o meno dirette. Non possiamo comprendere il loro gusto estetico, solo osservarlo, cosi’ come non possiamo conoscere il significato dei rituali che portavano i nostri antenati a porre teste umane su lunghi bastoni di legno”, conclude Nilsson.




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