“La Sicilia me la tatuerò sul cuore“: Ettore Consonni ha mantenuto la promessa.
Il 61enne bergamasco si è fatto disegnare sulla pelle un’immagine dell’isola, con i nomi di figli e nipoti. “L’ho fatto perché mi resti per sempre il ricordo di tutti i medici e gli infermieri che mi hanno curato, voluto bene e salvato la vita,” ha raccontato il magazziniere in pensione.
“Mi sono addormentato a Bergamo, la mia città, e mi sono svegliato a Palermo. Ma io mica ci credevo… In Rianimazione sentivo l’accento siciliano, ma pensavo a qualche medico emigrato. Mi dicevano che ero a Palermo, ma pensavo scherzassero. Qui mi hanno resuscitato. Ci sono infermieri e medici speciali“, aveva raccontato lo scorso aprile a Repubblica (edizione Palermo) Consonni, colpito dal Coronavirus e trasferito all’ospedale Civico di Palermo per mancanza di posti in Lombardia.

E’ stata dura anche se “Dio e la famiglia mi hanno dato la forza. A settembre si sposa la mia figlia minore, Paola. Quando mi ha chiamato mi ha detto: ‘Papa’ non farmi scherzi, devi portarmi all’altare’”.
“Non appena finisce tutta questa storia, voglio organizzare un viaggio con i miei figli e mia moglie a Palermo. Non siamo mai stati in Sicilia“. “La Sicilia me la tatuerò sul cuore“.
