“La pandemia non l’ha causata il virus: lui sarebbe restato nella foresta se nessuno gli avesse dato fastidio, e soprattutto se nessuno lo avesse caricato su un aereo. Un’altra botta così non la possiamo prendere: dobbiamo reinventarci un mondo diverso, e se non lo facciamo adesso non lo facciamo più“: lo ha affermato la virologa Ilaria Capua, in collegamento della Florida con Il Bo Live, il magazine e canale video dell’Università di Padova. “Abbiamo molte incertezze ma anche alcune certezze. Adesso sappiamo ad esempio come arrestare il contagio: il fatto che il numero dei ricoverati in terapia intensiva e dei morti sia diminuito vuol dire che le misure di restrizione messe in atto hanno funzionato. Sappiamo anche che il virus ‘non ha le ali’: si trasmette attraverso il contatto diretto o con le goccioline che emettiamo, che però non viaggiano per chilometri. Sappiamo infine che per infettarsi non basta una singola particella ma ci vuole una nuvola di particelle virali di una certa consistenza“.
Una seconda ondata di contagi “potrebbe arrivare se noi non ci comportiamo bene, o per motivi che adesso non abbiamo bene a fuoco, dato che l’infezione ci fa vedere ogni giorno una faccia nuova. Se però noi rispettiamo le regole di convivenza in un’emergenza di sanità pubblica – quindi teniamo protette le nostre categorie più fragili, ci laviamo le mani e le laviamo ai nostri figli, stiamo attenti a non contaminare gli altri e noi stessi – è chiaro che il virus da solo non si muove“.
“Se ci sarà una seconda ondata non sarà perché il virus scompare e ritorna. Lui per ora continua a circolare più o meno indisturbato: in questo momento i ricoveri sono pochi e io mi auguro che così sarà durante l’estate; la circolazione virale effettiva continuerà però a esserci, sarà di basso livello e sarà soprattutto nelle persone che non mostrano sintomi. È chiaro che se dovessero di nuovo crearsi condizioni favorevoli al contagio ci saranno di nuovo dei cluster di infezioni. Dipenderà da come le persone sapranno continuare ad adottare comportamenti virtuosi, gli stessi che ci hanno portato fuori dal disastro nel quale l’Italia si trovava non più di un mese e mezzo fa“.
“Il vaccino arriverà, perché ci stanno lavorando in migliaia e non è possibile che non arrivi. Non c’è grossa esperienza di vaccini per il coronavirus nelle persone: c’è però per gli animali, quindi la patologia e l’immunologia comparate torneranno utili. Credo che ci sarà per la fine dell’anno o l’inizio dell’anno prossimo, poi non so quanto ci vorrà per produrre il numero di dosi che servono per la popolazione che si intenderà a vaccinare“.
“La mia preoccupazione è che le persone non si vaccineranno, e questo sarebbe veramente uno spreco. Vorrei dire a chi ci ascolta che le vaccinazioni sono importanti, tutte: abbiamo visto cosa fanno le epidemie. E l’ultimo suggerimento è di vaccinarsi anche contro l’influenza. Innanzitutto perché ‘due virus is peggio che one’: una coinfezione da influenza e da coronavirus è sicuramente più grave di prendere un solo virus. In secondo luogo non smetterò mai di dire che l’influenza non è una malattia banale, può essere anzi molto più aggressiva del coronavirus“.


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