Nel Bresciano nati 16 bambini in 24 ore dove ci fu il primo positivo al Coronavirus: “Il più bel segnale di ripresa che si possa immaginare”

"Questi bambini non potranno ovviamente prendere il posto delle tante persone che ci hanno lasciato in questi mesi, ma credo che in un certo senso siano nati nel loro nome"

Un segnale di rinascita per una delle aree d’Italia più colpite dal coronavirus. Nell’ospedale di Manerbio, dove 5 mesi fa era stato registrato il primo caso di Covid-19 del Bresciano, in 24 ore sono nati ben 16 bambini, oltre ad altri 4 che saranno fatti nascere nelle ore successive, per un record che non si registrava da anni. A sottolineare l’eccezionalità dell’evento, il fatto che le infermiere siano state costrette a ricorrere alle culle di scorta perché quelle della nursery non erano sufficienti ad accogliere tutti i nuovi arrivati.

Possiamo dire senza retorica che qui e in questo momento l’infinita gioia che accompagna sempre l’arrivo di una nuova vita assume un significato particolare. Il periodo rimane comunque particolare, perché i padri possono assistere al parto, ma non venire a trovare le loro compagne e i bambini nei giorni successivi, però tutti hanno ben compreso le ragioni di queste limitazioni e proprio per questo noi cerchiamo di stare ancora più vicino alle neomamme”, sottolinea Daniela Gatti, direttrice del reparto di Ostetricia e ginecologia dell’ospedale.

A quei 16 bambini se ne sono aggiunti altri quattro poche ore più tardi e vedere il nido così affollato ci ha riempito il cuore di felicità – racconta Giovanna Sassi, responsabile della Pediatria e del nido dell’ospedale – Tanto più che tutti i parti sono andati molto bene, compresi i sei cesarei che erano già stati programmati. Non eravamo più abituati a dover ricorrere alle culle di scorta. Infatti, se fino a otto anni fa all’ospedale di Manerbio nascevano “dai 1250 ai 1270 bambini ogni anno, poi abbiamo assistito a un drastico calo. Ora ci aggiriamo intorno agli 800 nati all’anno – continua Sassi – Assistere all’arrivo di così tanti neonati in poche ore infonde speranza per il futuro. È deprimente sentir ripetere in continuazione che in Italia non si fanno più figli. Spero che questa vera e propria esplosione di vita sia di buon auspicio”.

Questi bambini non potranno ovviamente prendere il posto delle tante persone che ci hanno lasciato in questi mesi, ma credo che in un certo senso siano nati nel loro nome – prosegue la responsabile della Pediatria dell’ospedale – Avrò forse una visione romantica, ma mi piace pensare che siano arrivati per portare un po’ di gioia alle famiglie che hanno tanto sofferto di recente. Non sono figli del Covid, ma la loro nascita è il più bel segnale di ripresa che si possa immaginare. Il personale sanitario ha affrontato la pandemia “con il lavoro di squadra. Ci siamo messi a disposizione, senza bisogno di troppe parole. Questa grandissima gioia è un premio per tutti”, conclude Giovanna Sassi.