Nella corsa per sconfiggere il Coronavirus, il cavolo potrebbe essere un alleato: secondo uno studio francese, gli alimenti contenenti cavolo crudo e fermentato potrebbero avere benefici contro il nuovo virus, riducendo i livelli di una sostanza che aiuta il SARS-CoV-2 a infettare il corpo. La notizia è stata diffusa dal South China Morning Post e riportata da Fox News.
Secondo la ricerca, il cavolo – che sia crudo, sottaceto, in insalata – così come i cetrioli e il kimchi (piatto coreano), potrebbero aiutare ad aumentare la resistenza al virus. Secondo i ricercatori, l’abbondanza di antiossidanti presenti nel cavolo potrebbe spiegare perché in Paesi dove è un alimento base (come Germania e Corea del Sud) si è registrato un basso tasso di mortalità.
Secondo il dott. Jean Bousquet, professore di medicina polmonare presso la Montpellier University in Francia, la dieta potrebbe giocare un ruolo fondamentale nel determinare chi contrae il Coronavirus e come il corpo lo affronta: “Poca attenzione viene riservata al rapporto tra diffusione e gravità del virus e le differenze alimentari regionali. La nutrizione potrebbe giocare un ruolo nelle difese immunitarie contro il COVID-19 e potrebbe spiegare alcune differenze registrate in Europa,” ha spiegato l’esperto. “Comprendere differenze e fattori protettivi, come la dieta, è di importanza fondamentale, e potrebbe eventualmente essere d’aiuto per controllare queste epidemie.”
Lo studio, pubblicato su Clinical and Translational Allergy, ha analizzato i differenti tassi di mortalità e i regimi alimentari seguiti in diversi Paesi, scoprendo che in Germania la mortalità è significativamente bassa, così come in Austria, Repubblica Ceca, Polonia, Slovacchia, Paesi Baltici e Finlandia, dove il cavolo è molto popolare.
Bassa mortalità è stata rilevata anche in Bulgaria, Grecia e Romania, mentre l’inverso si è registrato in Belgio, Francia, Italia, Spagna, e Regno Unito, dove il cavolo trova poco spazio sulle tavole.
Secondo Bousquet, già presidente della World Health Organization’s Global Alliance against Chronic Respiratory Diseases, gli alimenti ricchi di antiossidanti potrebbero rappresentare un’altra freccia nella faretra degli studiosi, alla ricerca di metodi per fermare la pandemia.


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