Coronavirus, microbiologo: “Si sta spegnendo, i micro focolai arrivano da fuori. Ci sono virus diversi ma non si può dire”

Coronavirus, il microbiologo Roberto Rigoli: "Probabilmente ci sono virus diversi. Se lo diciamo, si arrabbiano tutti. Perché non è ancora dimostrato"

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I nuovi focolai “sono micro e arrivano dall’estero. Dobbiamo avere un’organizzazione ancora più efficiente. Aggredirli subito con i tamponi“: lo ha affermato Roberto Rigoli, direttore di Microbiologia a Treviso, vicepresidente nazionale dell’associazione Microbiologi clinici italiani.
In un’intervista alla Nazione, l’esperto ribadisce le proprie affermazioni del 20 giugno, con le quali dichiarava che “il virus si sta spegnendo. Firmerei anche oggi quella dichiarazione, abbiamo deciso di dire esattamente le cose come stanno. Le rianimazioni erano piene e si sono svuotate. I positivi hanno una bassa carica virale e sono pauci sintomatici. Vero, abbiamo dei micro focolai. Ma ripeto, arrivano da fuori“.
Sul caso dell’imprenditore veneto che si è contagiato in Serbia, Rigoli spiega: “Bisogna chiedersi: come mai a questo manager è andata così e invece ci sono altri posti in cui il virus circola e non si finisce in rianimazione? Probabilmente ci sono virus diversi. Se lo diciamo, si arrabbiano tutti. Perché non è ancora dimostrato“.
Le terapie intensive che si sono svuotate: “In Italia, in particolare in Veneto, fino a un mese e mezzo-due mesi fa, avevamo questi reparti pieni, come malattie infettive e pneumologia. Improvvisamente, si sono svuotati. Vuol dire che il virus è meno aggressivo. È meno aggressivo perché la carica virale è minore? Oppure perché è mutato? Non lo sappiamo ancora“.
I dati sono questi. E c’è un altro parametro. Osserviamo anziani positivi al Covid 19 che non finiscono più in ospedale. Questo ci fa supporre che il ceppo sia meno virulento. Siamo in grado di gestire l’epidemia se giochiamo la partita sul territorio. Abbiamo risolto l’emergenza in ospedale, a questo punto il piccolo focolaio va aggredito. Quando abbiamo un positivo, immediatamente, vuol dire in giornata, va fatto il tampone ai familiari e ai contatti stretti, anche sul lavoro. Noi stiamo lavorando per mettere in piedi questo monitoraggio. È l’obiettivo della Regione. Non dobbiamo abbassare la guardia. Bisogna continuare a usare le mascherine e anche mantenere le distanze e lavare le mani con il gel alcolico“.