Coronavirus, il viceministro Sileri: “Nessuna preoccupazione per i nuovi casi. Dobbiamo riaprire e togliere il freno a mano”

Coronavirus, Sileri: "Non sono preoccupato dei nuovi casi, perché sappiamo perfettamente che oltre 100 provengono da Treviso e sono una catena di contagio ben definito"

Il virus si è “spento”? “Dobbiamo capirci. Se vogliamo intendere che il virus circola pochissimo è vero. Spegnere completamente il virus, significa che abbiamo o un’immunità di gregge, ottenuta con il vaccino, oppure che il virus è mutato in una forma che lo rende insignificante dal punto di vista clinico. E non è così“: lo ha affermato il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, ospite alla trasmissione Omnibus su La7.
Non sono preoccupato dei 386 nuovi casi, perché sappiamo perfettamente che oltre 100 provengono da Treviso e sono una catena di contagio ben definito. E non sono d’accordo nel richiudere e fare un passo indietro, o fare una previsione di passo indietro in futuro“.
Dobbiamo riaprire, riaprire, anche la scuole, ma in sicurezza. E laddove si verifica un caso, o una catena di contagio, fare un passettino indietro, come una chiusura ‘chirurgica’, con regole più stringenti dove si rischia di uscire dal recinto di protezione. Riaprire sì, ma in sicurezza. Bisogna togliere il freno a mano“.
La sicurezza passa per l’uso della mascherina e il saluto con il gomito. Se Matteo Salvini avesse detto: ‘mascherina, diamoci il gomito e tra qualche mese manderemo tutto questo a quel Paese’, sarebbe stato meglio“, ha concluso Sileri riferendosi al convegno al Senato di qualche giorno fa dove il leader della Lega ha affermato di non voler usare la mascherina e di volere stringere le mani alle persone.