Coronavirus, il virologo Guido Silvestri: “E’ importante ricordare che qualche centinaio di nuovi casi al giorno era esattamente l’obiettivo che si voleva raggiungere col lockdown”

Il virologo Guido Silvestri ha dedicato una “Pillola di ottimismo” alla situazione Coronavirus in Italia e nel Mondo, soffermandosi anche su anticorpi monoclonali e plasma convalescente

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Il virologo Guido Silvestri, docente negli USA alla Emory University di Atlanta, ha dedicato una nuova “Pillola di ottimismo” alla situazione Coronavirus, in Italia e nel Mondo, soffermandosi anche sul tema dell’immunità crociata, degli anticorpi monoclonali e del plasma convalescente.
Il virologo ha firmato l’intervento domenicale sulla pagina Facebook “Pillole di ottimismo” che cura con il contributo di un vasto team di esperti.
Di seguito il post integrale.

PILLOLONE DOMENICALE
[di Guido Silvestri, domenica 26 luglio 2020]

1. SOLIDARIETA’ A SARA GANDINI

Inizio questo “pillolone” manifestando solidarietà alla nostra collaboratrice Sara Gandini che, nei giorni scorsi ha subito un attacco violento, ripetuto e volgarmente sessista da un “signore” a cui non era piaciuto un suo articolo per le Pillole. Per noi, ovviamente, le opinioni sono tutte benvenute, anche quelle più critiche, ma gli insulti sessisti di certi fascistelli misogini li rispediamo al mittente, con un caloroso invito ad imparare non tanto virologia ed epidemiologia (che in fondo sono degli optionals), ma la buona educazione ed il rispetto per la chi pensa diversamente. Siamo nel 2020, non nel 1922, se ancora non si fosse capito.

2. SITUAZIONE IN ITALIA

Oggi in Italia 5 morti di COVD-19, con 41 malati in terapia intensiva (minimo storico da mesi e 1.0% del picco), mentre i ricoveri ospedalieri totali sono 731 (al picco erano oltre 29.000) ed i casi totali attivi sono 12.442 (al picco erano oltre 108.000). Situazione quindi sotto controllo, e per ulteriori approfondimenti suggerisco a tutti di leggere, sempre su questa pagina, la rubrica “Numeri in Pillole” del grande Paolo Spada.

3. SITUAZIONE NEL MONDO
Il quadro generale di COVID-19 nel mondo conferma tutto sommato quello della settimana scorsa, con aumento globale dei contagi (7-day moving average, 7DMA, adesso attorno a quota 250.000), ma con una 7DMA della mortalità che rimane a 5,572 – mentre al picco della cosiddetta prima ondata, tra marzo ed aprile, la 7DMA dei contagi era a ~80.000 con 7DMA della mortalità a 7.041. In altre parole, a fronte di un triplicarsi dei nuovi casi al giorno, la mortalità rimane di un 20% inferiore a quella del picco. La stessa separazione tra numero dei casi e mortalità è ugualmente evidente negli USA, dove la 7DMA dei casi era a 32.145 al picco in aprile ed è oggi a 68.330 (siamo quindi oltre il doppio dei casi giornalieri), mentre la 7DMA dei decessi è oggi a 931 (41.3% del picco di 2.254 registrato a inizio aprile). Da segnalare che la mortalità da COVID-19 in USA è in chiaro aumento da tre settimane (nadir della 7-DMA il 5 luglio a quota 516, oggi è a quota 931, come detto sopra), trainata dall’aumento osservato in CA, FL, TX ed AR. In questo senso fa ben sperare che la 7DMA dei contagi sembra aver superato il picco in AR e TX, e sembra essere al picco, se non oltre, in CA e FL. Comunque continueremo a monitorare la situazione con grande attenzione.

Nel resto del mondo i casi sono in crescita in diversi paesi dell’emisfero Sud (Australia, Argentina, Bolivia, Paraguay e Sudafrica), ma anche in India, Colombia, Messico, Giappone, Algeria, Libano, Hong Kong ed Indonesia. Invece si è raggiunto o passato il picco dei nuovi casi in Brasile, Russia, Perù, Pakistan, Kazakhstan, Arabia Saudita, Nigeria, Bangladesh, Cile, Qatar, Israele, Iraq ed Egitto (più tanti altri). Rimangono rare “isole felici” con pochissimi casi, tra cui la Nuova Zelanda, ed in questi casi gli esperti si pongono il problema della strategia a medio-termine (tenere chiuso sperando che un “game changer” arrivi presto ma nel frattempo pagando un prezzo salato dal punto di vista socio-economico oppure riaprire facendo affidamento su monitoraggio e preparazione sanitaria). A proposito di separazione tra aumento dei casi e dei morti, interessante anche il fatto che la Case Fatality Rate (CFR) nei paesi del Golfo (Saudi Arabia, UAE, Qatar, Kuwait, Oman e Bahrain) sia allo 0.68%, il che suggerisce una Infection Fatality Rate (IFR) anche più bassa (presumibilmente ~0.1-0.2%). Questo dato indicherebbe come la severità clinica di COVID-19 in questa area geografica caratterizzata da clima caldo e secco sia notevolmente inferiore a quella osservata tra febbraio ed aprile in Europa e Nord America.

Venendo in Europa, abbiamo al momento una fase epidemica in Romania, Bulgaria, Repubblica Ceca, paesi dell’ex Yugoslavia ed Albania (tutti paesi dove rapide ma insostenibili “chiusure” avevano frenato l’ondata iniziale di febbraio/marzo), mentre abbiamo segnali di progressiva endemizzazione del virus in Italia, UK, Spagna, Francia, Germania, Svizzera, Svezia, Belgio, Olanda, Portogallo ed altri paesi. In questo senso è importante ricordare che, nella logica del “flatten the curve” (in italiano: evitiamo lo tsunami), avere qualche centinaio di nuovi casi al giorno, in gran parte lievi o asintomatici, con un numero basso di ricoveri in terapia intensiva, era esattamente l’obiettivo che si voleva raggiungere attraverso i lockdowns ed altri interventi non-medici, per evitare il temuto collasso delle strutture ospedaliere. Per questo risultato molto positive approfitto per fare i miei più sinceri complimenti ai tanti colleghi che, in Italia come in altri paesi Europei, stanno facendo un eccellente opera di monitoraggio epidemiologico e clinico di questa fase di transizione endemica di COVID-19 in Europa. Il tutto sempre ricordando che nel “secondo tempo” di questa partita i rischi di possibili nuove ondate epidemiche sono ovviamente più alti laddove il numero dei casi è stato più basso durante l’ondata iniziale dello scorso inverno e di inizio primavera (e, naturalmente, quando il clima più freddo faciliterà la diffusione del virus).

Comunque sul tema della endemizzazione di COVID-19 in Europa (ed in altre parti del mondo) torneremo a parlare nelle prossime settimane, tenendo a mente che questa discussione si interfaccia strettamente con quella relativa ai livelli di immunità nella popolazione – sia specifica per SARS-CoV-2 che crociata per altri Coronavirus.

4. IMMUNITA’ CROCIATA

Dopo lo studio dei miei carissimi amici Shane Crotty e Alex Sette (Grifoni A et al., Cell 2020) che hanno dimostrato per la prima volta la presenza di immunità cellulare crociata tra SARS-CoV-2 ed altri coronovirus umani, c’è stata la prima conferma indipendente da parte del team dell’altro mio amico Marcus Buggert del Karolisnka Institut (“Robust T cell immunity in convalescent individuals with asymptomatic or mild COVID-19” BioRxiv https://doi.org/10.1101/2020.06.29.174888), poi quella del laboratorio di Antonio Bertoletti a Singapore (Le Bert N et al., SARS-CoV-2-specific T cell immunity in cases of COVID-19 and SARS, and uninfected controls. Nature, July 16th, 2020), ed arriva adesso il quarto studio con lo stesso messaggio da parte del gruppo di George Kassiotis al Francis Crick Institute di Londra (Ng KW et al., Pre-existing and de novo humoral immunity to SARS-CoV-2 in humans. BioRxiv doi: https://doi.org/10.1101/2020.05.14.095414.).

Come ho detto varie volte in passato, si tratta di studi complessi nella loro esecuzione e per molti versi difficili da spiegare, ma importantissimi in quanto provvedono a dare una spiegazione plausibile al fenomeno della cosiddetta “materia oscura immunologica” di COVID-19, descritto dal grande Karl Friston – fenomeno che a sua volta spiega la mancata osservazione delle previste crescite esponenziali dei nuovi casi, che invece mostrano un andamento di tipo lineare-gompertziano (vedi Levitt M et al., MedRxiv,

https://doi.org/10.1101/2020.06.26.20140814). Di questo interessante tema della “materia oscura immunologica” torneremo presto a parlare in dettaglio in uno dei prossimi pilloloni domenicali.

5. AGGIORNAMENTO SU ANTICORPI MONOCLONALI

Di anticorpi monoclonali abbiamo già parlato varie volte in passato e sapete come sia un tema che mi appassiona particolarmente e mi rende molto ottimista. Questa settimana Nature, la rivista scientifica più prestigiosa del mondo, ha pubblicato un altro studio su una nuova serie di promettenti anticorpi monoclonali, scoperti questa volta dal gruppo di David Ho a ADARC/Columbia University (Liu L., et al., Nature 2020). Si tratta anche in questo caso di anticorpi diretti contro la proteina S (spike) e capaci di bloccare in modo estremamente efficace l’ingresso nelle cellule del virus SARS-CoV-2. Sempre nei giorni scorsi la rivista Cell, anch’essa di grande prestigio, ha pubblicato un’altra serie di anticorpi monoclonali neutralizzanti descritti dal gruppo di Florian Klein a Cologne, in Germania (Kreer C et al., Cell 2020), mentre Science ha pubblicato la descrizione strutturale da parte di un gruppo dell’Accademia delle Scienze Cinese, a Beijing, di un altro anticorpo monoclonale, chiamato H014, che inibisce SARS-CoV-2 a livelli nanomolari (Lv et al., Science, 23 July 2020).

Per motivi che faccio fatica a capire, sui media italiani, sia classici che social, ma anche da parte di molti miei colleghi che hanno una costante presenza su Facebook, si parla pochissimo di questi anticorpi monoclonali neutralizzanti contro SARS-CoV-2, il cui uso futuro sia in terapia che come profilassi mirata rappresenta, a mio avviso, un potenziale game-changer assoluto per gestire la pandemia da COVID-19 (e con una tempistica di implementazione charamente più rapida di quella di qualunque vaccino al momento in fase di studio – da cui la mia battuta sul “virus che ha i giorni contati”).

E’ importante notare, cari amici, che nelle settimane passate ci sono stati addirittura 13 (TREDICI) articoli originali pubblicati su questo argomento degli anticorpi monoclonali neutralizzanti SARS-CoV-2 dalla triade delle grandi riviste scientifiche Nature, Cell e Science (li vedete nella lista qui sotto), tutti che riportano risultati estremamente promettenti sia in vitro che in vivo nel modello animale. Ricordo anche che gli studi clinici nell’uomo sono al momento in corso per molti di questi anticorpi, e spero di potervi dare dei ragguagli precisi sulla tempistica nei miei prossimi interventi.

In definitiva, al di là di questo silenzio mediatico, che spero davvero non sia dovuto alla paura di subire il trattamento che le Iene hanno riservato a Roberto Burioni (l’unico che aveva insistito sugli anticorpi monoclonali ed era stato ingiustamente accusato di conflitto d’interesse), vi assicuro che almeno noi, nel nostro piccolo e per quello che possiamo e sappiamo, continueremo a raccontarvi quella che ormai, per chi segue questa pagina, è diventata la saga di Brenno e Dodi, Paolone e Silvietta, Luca e Fede – come abbiamo scherzosamente ribattezzato queste molecule dai nomi impossibili da memorizzare ma che promettono di diventare presto un alleato formidabile nella battaglia contro COVID-19.

Per chi fosse interessato a studiare gli anticorpi monoclonali neutralizzanti contro SARS-CoV-2, questi sono gli articoli chiave da leggere:

1. Robbiani, D.F., et al. Convergent Antibody Responses to SARS-CoV-2 Infection in Convalescent Individuals. Nature
https://doi.org/10.1038/s41586-020-2456-9 (2020).
2. Brouwer, P.J.M., et al. Potent neutralizing antibodies from COVID-19 patients define multiple targets of vulnerability. Science
https://doi.org/10.1126/science.abc5902 (2020).
3. Cao, Y., et al. Potent neutralizing antibodies against SARS-CoV-2 identified by high-throughput single-cell sequencing of convalescent patients’ B cells. Cell https://doi. org/10.1016/j.cell.2020.05.025 (2020).
4. Ju, B., et al. Human neutralizing antibodies elicited by SARS-CoV-2 infection. Nature
https://doi.org/10.1038/s41586-020-2380-z (2020).
5. Rogers, T.F., et al. Rapid isolation of potent SARS-CoV-2 neutralizing antibodies and protection in a small animal model. Science
https://doi.org/10.1126/science.abc7520 (2020).
6. Shi, R., et al. A human neutralizing antibody targets the receptor binding site of SARS-CoV-2. Nature
https://doi.org/10.1038/s41586-020-2381-y (2020).
7. Wec, A.Z., et al. Broad neutralization of SARS-related viruses by human monoclonal antibodies. Science
https://doi.org/10.1126/science.abc7424 (2020).
8. Wu, Y., et al. A noncompeting pair of human neutralizing antibodies block COVID-19 virus binding to its receptor ACE2. Science 368, 1274-1278 (2020).
9. Hansen, J., et al. Studies in humanized mice and convalescent humans yield a SARS-CoV-2 antibody cocktail. Science
https://doi.org/10.1126/science.abd0827 (2020)
10. Zost, S.J. et al. Potently neutralizing and protective human antibodies against SARS-CoV-2, Nature doi: 10.1038/s41586-020-2548-6. (2020)
11. Lv Z et al., Structural basis for neutralization of SARS-CoV-2 and SARS-CoV by a potent therapeutic antibody. Science doi: 10.1126/science.abc5881. (2020)
12. Liu L., et al., Potent neutralizing antibodies directed to multiple epitopes on SARS-CoV-2 spike. Nature, advanced online publication, July 22nd 2020
13. Kreer C et al., Longitudinal Isolation of Potent Near-Germline SARS-CoV-2-Neutralizing Antibodies from COVID-19 Patients. Cell Jul 13;S0092-8674(20)30821-7. doi: 10.1016/j.cell.2020.06.044. (2020)

6. PLASMA CONVALESCENTE

E’ finalmente uscito su Haematologica, rivista storica dell’ematologia italiana ed europea, l’articolo che descrive lo studio pilota non-controllato di De Donno e Franchini sull’uso di plasma convalescente per forme severe di COVID-19. Si tratta di una casistica con 46 pazienti trattati, di cui 29 hanno mostrato “miglioramenti” a livello polmonare, 3 sono morti (contro ~7 nei controlli storici) e 5 hanno avuto effetti collaterali severi (Perotti C et al., Mortality reduction in 46 severe Covid-19 patients treated with hyperimmune plasma. A proof of concept single arm multicenter trial. Haematologica 2020 Jul 23;haematol.2020.261784. doi: 10.3324/haematol.2020.261784).

Insomma: uno studio interessante, complimenti agli autori, e già che ci siamo li estendiamo anche al mio misterioso “compaesano” Joseph Dominus (  ). Ma ora aspettiamo con grande attenzione i risultati degli studi controllati in corso di esecuzione che presto diranno la parola finale su questa interessante opzione terapeutica che, come ben sappiamo, può dare ottimi risultati almeno in certi casi selezionati (come, per esempio, quello della piccola Vittoria di cui abbiamo parlato la settimana scorsa).

Con questo, arrivederci alla prossima settimana e BUONA DOMENICA A TUTTI!