Gente incollata agli schermi di dispositivi portatili e distratta: il film del 1947 che aveva previsto con precisione l’utilizzo della tecnologia moderna [FOTO e VIDEO]

Un film francese del 1947 non prevede solo tutta una serie delle tecnologie moderne ma anche il comportamento dell’uomo rispetto a tali dispositivi

/
MeteoWeb

La gente che usa dispositivi portatili in bar e ristoranti, negozi che pubblicizzano i loro prodotti in televisione, auto dotate di teleschermi. Sembrano scene della nostra realtà ma in realtà sono tratte da un film francese del 1947. “Télévision: Oeil de Demain” (“Televisione: Occhio di Domani”) non prevede solo tutta una serie delle tecnologie moderne ma anche il comportamento dell’uomo rispetto a tali dispositivi. La clip di 4 minuti che trovate in fondo all’articolo mostra le persone scontrarsi fra di loro perché guardano i loro dispositivi mentre camminano, oppure leggere le notifiche sulla spalla di qualcuno su un treno o ancora un incidente stradale a causa del conducente distratto.

Il film in bianco e nero, rilasciato dopo la II Guerra Mondiale si basa su un saggio di René Barjavel ed è prodotto da J.K. Raymond-Millet. Sebbene Barjavel non abbia previsto con precisione gli smartphone così come appaiono oggi, ha centrato alla perfezione il comportamento delle persone. Rilasciata oltre 70 anni fa, la clip mostra diverse persone in un parco con gli occhi incollati su quelli che potrebbero essere i moderni smartphone. Il film inizia affermando che i giornali stanno per essere gradualmente eliminati perché tutti possono avere accesso all’informazione nel palmo delle loro mani. Poi la camera si sposta in un piccolo caffè di una vivace città, dove una donna vestita con gli abiti dell’epoca, siede ad un tavolo da sola. Sembra malinconica e tira fuori dalla borsetta un dispositivo per passare il tempo.

Un’altra scena mostra due uomini scontrarsi tra loro perché stavano guardando i loro dispositivi. Un’altra persona è così distratta da un film riprodotto su un piccolo schermo che si ferma in strada, bloccando un’auto senza neanche accorgersene (vedi foto della gallery scorrevole in alto). Nel film, si vede anche un’auto con uno schermo che riproduce un film alla destra del conducente. Quest’ultimo distoglie continuamente gli occhi dalla strada per guardare il film, finendo fuori strada ad una curva. Alla fine del film, la scena si svolge nella camera da letto di una coppia dove un uomo ha difficoltà a dormire. Sembra invocare l’ologramma di una donna che balla che appare alla fine del letto.

Le scene del film sugli utilizzi della televisione sembrano una previsione molto precisa dei media digitali contemporanei riguardo alla flessibilità e all’ibridismo dei media digitali e delle loro varie forme di consumo. Inoltre, la diffusa disponibilità e accessibilità alla comunicazione televisiva promesse nel film rappresentano accuratamente il nostro utilizzo quotidiano dei media”, afferma Anne-Katrin Weber, storica della televisione dell’Università di Losanna.

Il saggio di Barjavel

Come detto, questo film è ispirato al saggio di Barjavel, intitolato “Cinéma total, Essay on cinema’s future forms” (“Cinema totale. Saggio sulle future forme del cinema”) che celebra a suo modo le forme multimediali ibride. Nel suo saggio, Barjavel anticipa lo sviluppo del cinema verso una rappresentazione audio-visiva totale, dipingendo le sue diverse fasi di evoluzione. La storia del cinema giungerà a termine “quando sarà in grado di presentarci i protagonisti in rilievo e colore e forse con gli odori; quando questi protagonisti si libereranno dallo schermo e dall’oscurità dei teatri per fare una passeggiata nelle piazze pubbliche e negli appartamenti di tutti”, affermava Barjavel.

Per il film di Raymond-Millet, un capitolo dell’opera di Barjavel è stato particolarmente rilevante. Intitolato “Cinema and the airwaves” (“Cinema e onde radio”), il capitolo esamina lo sconvolgimento causato dalla “congiunzione di 3 tecnologie che oggi rimangono embrionali: radio, cinema e televisione”. “Fatale come l’incontro di due fiumi che scorrono nella valle”, si ritiene che “l’incrocio” del cinema e delle tecnologie di distribuzione digitali “trasporti le immagini ovunque”. Di conseguenza, Barjavel suggerisce: “Ci saranno ricevitori domestici per il divertimento delle famiglie, ricevitori portatoli piccoli come accendini per le persone in viaggio”.

L’universo dei media futuristici di Barjavel include anche una descrizione delle trasmissioni olografiche: “A casa, il cinema totale, che per un breve istante è stato prigioniero del ricevitore e del suo schermo, uscirà e vagherà per l’appartamento. Il borghese nella sua poltrona dopo un abbondante pasto proietterà l’immagine virtuale ai suoi piedi, sul tappeto, sul tavolo o altrove nella stanza, tra il parquet e il soffitto. Un giro di troppo della manopola, un capriccio del dispositivo e l’immagine, attraversando i muri, farà una passeggiata nell’appartamento del vicino. Non dovremo difenderci più solo dal rumore, ma anche da visione inopportune. Alcune persone incuranti lasceranno che le loro televisioni urlino immagini. Già all’alba, un programma televisivo di notizie farà danzare le sue news sul nostro piumone”. I ricevitori domestici e i dispositivi portatili, così come le immagini olografiche vaganti, appaiono nel film di Raymond-Millet, insieme alla narrazione fuori campo che riporta brevemente citazioni letterali dei testi di Barjavel.

Per Raymond-Millet e Barjavel, il futuristico ambiente dei media è soprattutto caratterizzato dalla convergenza dei media e dalla permeabilità di dispositivi, pratiche e industrie differenti. Entrambi gli autori descrivono un “mediascape” futuristico in cui le frontiere e le identità di determinate forme mediatiche sono elastiche e malleabili, se non completamente dissolte.