Orari minimi da garantire in caso di lockdown e piani da parte degli istituti: la scuola si organizza per il rientro a settembre

Il nuovo documento sulle linee guida del Ministero dell'Istruzione per la Didattica Digitale Integrata e' pronto e fornisce indicazioni in vista della riapertura e in caso di nuovi lockdow

MeteoWeb

La scuola si organizza in vista del ritorno tra i banchi a settembre. Il nuovo documento sulle linee guida del Ministero dell’Istruzione per la Didattica Digitale Integrata e’ pronto e fornisce indicazioni in vista della riapertura e in caso di nuovi lockdown. Ora tocca agli istituti scolastici: dovranno scrivere appositi piani per la didattica digitale integrata che, nelle scuole superiori, potra’ essere in parte applicabile gia’ da settembre organizzando anche turnazioni per la didattica in presenza o a distanza in caso di carenze di spazio.

Categorico il numero di ore minime stabilite in caso di chiusure: in una settimana dovranno essere 10 per le prime classi della scuola primaria, 15 per le altre cosi’ come per le medie, almeno 20 alle superiori. Sempre in caso di lockdown, le lezioni digitali a distanza saranno in sincrono a tutto il gruppo classe.

coronavirus scuolaNel documento, che e’ al vaglio in queste ore del Consiglio superiore della Pubblica Istruzione, si precisa che dovranno essere tutelati i bisogni educativi speciali e le famiglie dovranno essere costantemente informate. Alle scuole, che dovranno essere attrezzate con mezzi efficienti e adeguati, tocchera’ anche effettuare un’analisi del fabbisogno di strumenti tecnologici, oltre a dover usare piattaforme che abbiano requisiti di sicurezza per l’utilizzo dei dati. Restano un punto interrogativo gli eventuali protocolli da adottare in caso di quarantene di classi o interi istituti a scuola, cosi’ come per gli uffici e altri luoghi di lavoro, per tutti i quali e’ prevista nei prossimi giorni una circolare del Ministero della Salute. Altri provvedimenti che possano riguardare aspetti organizzativi in ambito scolastico, verranno adottati di conseguenza.

L’Associazione Nazionale Presidi (Anp), che ha partecipato all’incontro con il ministero, aveva chiesto “chiarezza per un perimetro entro cui le scuole potessero esercitare una forma di autonomia”. “Per noi e’ uno strumento per intervenire se non si ha possibilita’ di avere tutti studenti a scuola – ha spiegato il presidente dell’Anp, Antonello Giannelli – fissare dei termini potrebbe anche servire laddove non si fossero trovati spazi che consentano il giusto distanziamento sociale o nel caso di lockdown circoscritti. Non ci sarebbero particolari problemi anche nella riduzione di unita’ orarie per esempio di soli 45 minuti, purche’ tutto il monte ore previsto vada rispettato: ad esempio sfruttando le ore per 4 materie”. Quello che preoccupa i presidi resta la ricerca degli spazi, che passa anche per la disponibilita’ e la piena efficienza delle strutture scolastiche.

Anche su questo il lavoro della ministra Azzolina prosegue con la firma di un provvedimento per la ripartizione di 30 milioni di euro in piu’ stanziati con il decreto Rilancio per l’edilizia scolastica. “Con queste risorse – spiega – gli Enti locali potranno effettuare interventi urgenti, nonche’ adattare gli ambienti e le aule didattiche per il contenimento del contagio“. E sui banchi in arrivo aggiunge: “molte scuole ne hanno fatto richiesta, a dimostrazione del fatto che si tratta di una misura utile. Sul totale delle richieste, circa una scuola secondaria su quattro ha chiesto il banco innovativo invece di quello tradizionale. Per esigenze didattiche”.