L’orso M49, l’esemplare catturato e rinchiuso nel Centro Casteller di Trento, è stato castrato chimicamente: lo ha confermato l’assessore Giulia Zanotelli, rispondendo ad un’interrogazione presentata dal gruppo di Futura in Consiglio provinciale.
“Si tratta di una prassi per gli animali detenuti in cattività“, ha precisato Zanotelli.
All’orso vengono somministrati dal veterinario integratori contenenti sostanze naturali (amminoacidi e vitamine) “che hanno effetti benefici e calmanti senza alterarne comportamento e fisiologia“.
Nel corso di luglio verrà inserito nella zona verde più ampia dell’area faunistica a sud di Trento.
“La castrazione chimica di M49 è un’ulteriore conferma che il suo destino è già stato deciso da tempo dalla Provincia Autonoma di Trento, che evidentemente non vuole lavorare per una sua reimmissione ma vuole detenerlo a vita. Una violenza inaccettabile, considerando che M49, colpevole solo di fare l orso, è stato privato della libertà, sedato, quasi ammaestrato o comunque costretto ad abituarsi alla presenza dell’uomo e ora anche castrato“: lo scrive in una nota l’Enpa, Ente Nazionale Protezione Animali ricordando che la Provincia Autonoma.
“Per M49 la Provincia Autonoma sta agendo in piena autonomia nella gestione di una specie particolarmente protetta e bene indisponibile dello Stato – e non certo di enti locali. Ancora una volta chiediamo al Ministro dell’Ambiente Costa, che ha il diritto e dovere di tutelare la biodiversità e quindi anche la fauna selvatica, di intervenire non solo su M49, la cui vicenda rischia di cadere nel dimenticatoio, ma su tutta la gestione degli orsi in Trentino: una gestione fallimentare, che non tiene conto del Pacobace, dei cittadini, della scienza, della sensibilizzazione e dell’educazione, ma che alimenta solo la politica dell’allarmismo e della violenza per fini ben diversi dalla tutela dell’ambiente e della natura“, conclude l’Enpa.


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