Un mondo sospeso: il parco divertimenti Jazzland a New Orleans abbandonato dopo l’uragano Katrina, solo serpenti e alligatori tra le giostre [FOTO]

Jazzland è forse il ricordo più spettrale della devastazione provocata dall’uragano Katrina: rimangono giostre, statue di clown e sirene rotte e infangate, graffiti, rifiuti e detriti

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Che sia il mistero di una stanza vuota o la bellezza di un edificio sopraffatto dalla natura, c’è qualcosa di affascinante nel trovare un posto abbandonato. Aggiungere, poi, la storia che lo ha portato in quelle condizioni, rende il tutto ancora più interessante. Infatti, sebbene si presentino vuoti e tetri, questi posti sono pieni di ricordi reali, preservati in pareti decadenti, dipinti rovinati o stanze piene di polvere. Dagli aeroporti ai teatri, dagli ospedali agli hotel, sono tanti i posti del mondo che dallo splendore sono passati all’abbandono.

Uno di questi, è il parco divertimenti Jazzland di New Orleans, in Louisiana. Un tempo riempito dalle risate di bambini e dalle urla di emozione delle persone, ora è silenzioso e invaso dalla vegetazione. Jazzland è una delle proprietà di Six Flags. Il parco da 56 ettari è rimasto aperto al pubblico solo per 5 anni, avendo aperto per la prima volta nel 2000. Dopo la chiusura, Six Flags era pronto a riportarlo in vita ma poi nel 2005, in Louisiana è arrivato l’uragano Katrina. Con l’80% di New Orleans allagata, anche il parco ha subito pesanti inondazioni, ritrovandosi sotto 6 metri di acqua e con gravi danni da vento e inondazioni. Jazzland è forse il ricordo più spettrale della devastazione provocata dall’uragano Katrina.

Un cartello rotto all’esterno riporta “Chiuso per tempesta” mentre una guardia di sicurezza cerca di impedire alle persone di avventurarsi al suo interno. Il parco tematico è stato completamente allagato ed è rimasto praticamente inalterato dopo la grande tempesta. Infatti, nonostante l’acqua si sia ritirata un mese dopo, le attrazioni erano troppo danneggiate e nel 2006 si è deciso di chiuderlo definitivamente. Alcune attrazioni sono ancora in piedi e visibili dalle strade vicine.

Conigli, serpenti e alligatori sono ora gli unici visitatori dell’ex parco divertimenti. Nonostante sia illegale visitarlo (si rischia l’arresto), emergono inquietanti immagini del parco tematico, ormai sopraffatto da animali e natura (vedi foto della gallery scorrevole in alto). Statue di clown e sirene giacciono a terra rotte e infangate; sulla maggior parte degli edifici si possono trovare graffiti, mentre nell’acqua rimangono rifiuti e detriti.

C’erano progetti per l’espansione del parco acquatico nel 2005, ma non è mai stato costruito a causa dell’uragano. Alcune delle attrazioni più popolari includevano il Mega Zeph, montagne russe in legno in grado di resistere a venti da uragano, e il simulatore di movimento SpongeBob SquarePants The Ride. L’unica attrazione a sopravvivere all’uragano riportando i danni minori è stata una montagna russa invertita chiamata Batman: The Ride, che è stata rimossa dal parco nel 2007 e ha riaperto al Six Flags Texas come Goliath.

Dalla sua chiusura, si deve ancora decidere cosa fare del parco. Sono stati suggeriti piani per reinventarlo come parco a tema, come Legend City Adventure Park o Dreamlanding Festival Park, ma sono stati scartati. È stata suggerita anche l’idea di un centro commerciale, ma neanche questa non è andata a buon fine. I piani attuali includono la demolizione del parco, ma anche questi sono in stallo a causa degli alti costi, stimati in oltre 1,3 milione di dollari.

Nel frattempo, il Jazzland è diventato un luogo molto popolare tra i produttori cinematografici, che lo utilizzano come luogo per le riprese. Molti film sono stati girati qui, come “Percy Jackson: Il Mare dei Mostri”, “Jurassic World” e “Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie”. L’ultimo film girato nel parco è stato “Deepwater – Inferno sull’oceano” nel 2015. Al momento, il parco rappresenta solo una testimonianza dell’impatto apocalittico e duraturo dell’uragano Katrina sulla città di New Orleans e sull’intera Costa del Golfo.