La Posta Elettronica Certificata in Italia: benefici netti di 2,2 miliardi di euro tra 2008 e 2019. L’analisi

"La PEC trova in Italia una diffusione molto importante: nel 2019 risultano attive 10,8 milioni di caselle": l'analisi costi benefici di International Data Corporation

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IDC (International Data Corporation), primo gruppo mondiale specializzato in ricerche di mercato, servizi di consulenza e organizzazione di eventi nei settori dell’Information Technology, delle telecomunicazioni e della tecnologia consumer, ha analizzato i vantaggi portati dalla Posta Elettronica Certificata (PEC) in Italia.

La PEC è un servizio tipico dell’ordinamento giuridico italiano, oggi ampiamente diffuso ed utilizzato nel nostro Paese. Alla pari del servizio elettronico di recapito certificato, consente di ottenere le ricevute di corretta spedizione dei messaggi (e degli eventuali allegati) e la ricevuta di avvenuta (o mancata) consegna, con la precisa indicazione temporale. La PEC è stata introdotta in Italia nel 2005, con D.P.R. n. 68, il quale stabilisce le caratteristiche e le modalità per l’erogazione e la fruizione di servizi di trasmissione di documenti informatici mediante la posta elettronica certificata. Nel decreto si stabilisce che la ricevuta di avvenuta consegna di un messaggio inviato attraverso il servizio PEC fornisce al mittente prova che il suo messaggio è effettivamente pervenuto all’indirizzo del destinatario e certifica in maniera certa il momento della consegna tramite un testo, leggibile dal mittente, contenente i dati di certificazione. Questo processo consente di equiparare, a fini legali, la PEC ad una raccomandata cartacea, poiché entrambi i sistemi di comunicazione offrono la prova sia dell’invio che del ricevimento del messaggio”, si legge nell’analisi di IDC.

A differenza della raccomandata con ricevuta di recapito, la PEC propone diversi vantaggi:

  • In primo luogo, la PEC offre la piena prova dell’invio e del ricevimento della comunicazione e del suo contenuto, poiché il testo del messaggio viene certificato dallo stesso gestore, consentendo al mittente di dimostrare, oltre alla corretta trasmissione del messaggio, anche la corretta comunicazione del contenuto così come trasmesso originariamente, grazie alla presenza del messaggio inviato allegato alla ricevuta di consegna.
  • Inoltre, la PEC certifica l’integrità e l’immodificabilità del messaggio attraverso la “busta di trasporto”, basata su un certificato appositamente generato da AgID per ciascun Gestore.
  • Infine, la PEC certifica sia la data sia l’ora di spedizione e di consegna, caratteristica che invece la raccomandata tradizionale è in grado di fornire soltanto per la spedizione”, riporta l’analisi di IDC.
Diffusione della PEC in Italia. Elaborazione IDC delle statistiche raccolte da AGID. Fonte: IDC, 2020

La PEC trova in Italia una diffusione molto importante: in base agli ultimi dati diffusi da AgID, nel 2019 nel nostro paese risultano attive 10,8 milioni di caselle, con una crescita di 1 milione rispetto all’anno precedente, mentre i messaggi inviati nell’anno sono stati oltre 2 miliardi. Queste tendenze mostrano come la PEC stia acquisendo una rilevanza sempre maggiore, sia per la progressiva diffusione di una cultura di cittadinanza digitale, sia per la moltiplicazione di casi d’uso che consentono di apprezzare in massima misura i benefici della digitalizzazione”, evidenzia l’analisi.

Le dimensioni di impatto considerate nell’analisi costi-benefici e derivanti dalla progressiva adozione della PEC in Italia sono riepilogabili nei seguenti punti:

  • Effetto economico della sostituzione della Posta Descritta attraverso la Posta Elettronica Certificata: la digitalizzazione delle comunicazioni formali che avvengono tra cittadini, professionisti, imprese e pubblica amministrazione comporta un vantaggio economico diretto riconducibile al passaggio da un sistema di prezzi basato sul peso della singola corrispondenza cartacea a un sistema di prezzi basato su abbonamento annuale senza limite di messaggi;
  • Riduzione dell’improntata carbonica della mobilità frizionale: l’accesso ai servizi del sistema postale richiede uno spostamento dal domicilio del cittadino, dalla sede del professionista, dell’impresa e della pubblica amministrazione, per raggiungere fisicamente l’ufficio postale e accedere ai servizi di corrispondenza. Tale spostamento (mobilità frizionale) è solitamente limitato all’area di copertura dell’ufficio postale e comporta l’impiego di veicoli che producono una emissione carbonica;
  • Riduzione degli spazi di archiviazione di breve e lungo termine: la digitalizzazione di quella parte di corrispondenza cartacea che viene sostituita dalla PEC comporta una riduzione potenziale degli spazi necessari per la giacenza temporanea presso il sistema postale e per la conservazione di lungo termine al di fuori del sistema postale;
  • Eliminazione dei tempi di attesa per l’accesso ai servizi del sistema postale: la sostituzione di una parte della Posta Descritta attraverso il ricorso alla PEC comporta l’eliminazione dei tempi corrispondenti di attesa in coda che coinvolgono i cittadini, i professionisti, le imprese e la pubblica amministrazione ogniqualvolta si recano presso gli uffici postali”, si legge.
L’efficienza della PEC rispetto al front-end postale. Fonte: IDC, 2020

“Attraverso una simulazione con il metodo Monte Carlo, sono stati stimati i benefici economici complessivi dell’impiego della PEC in sostituzione della Posta Descritta (raccomandate/ assicurate/ atti giudiziari) con riferimento a un orizzonte temporale dal 2008 al 2022. L’unità di analisi è la collettività di cittadini, imprese e istituzioni, dunque le stime dei benefici sono riferibili al sistema “Paese” nel suo complesso. In base alle simulazioni sul dato storico, i benefici netti complessivi della PEC si attestano a un valore medio di circa 2,2 miliardi di euro nel mercato italiano nel periodo compreso tra 2008 e 2019: il valore è compreso tra un minimo di circa 2 miliardi e un massimo di circa 2,4 miliardi di euro, con una deviazione standard di circa 65 milioni. In base alle simulazioni sulla proiezione triennale, i benefici netti complessivi della PEC si attestano a un valore medio di circa 1,8 miliardi di euro nel mercato italiano nel periodo compreso tra 2020 e 2022: il valore è compreso tra un minimo di circa 1,6 miliardi e un massimo di circa 2,1 miliardi di euro, con una deviazione standard di circa 58 milioni”.

“Questi risultati mettono in evidenza che l’adozione della PEC in Italia ha consolidato un valore di efficienza, convertibile in valore economico, molto importante nel corso degli ultimi anni, e tuttavia esiste la possibilità di affermare un potenziale di crescita estremamente significativo e ancora inespresso, nel momento in cui si svilupperanno le sinergie virtuose tra i diversi strumenti dell’ecosistema dell’identità digitale nazionale e si determinerà un processo di adozione ancora più intenso presso la cittadinanza”, conclude l’analisi di International Data Corporation.