Dai test nucleari all’incidente di Chernobyl: la nuova mappa della contaminazione radioattiva in Europa

Realizzata la nuova mappa della contaminazione radioattiva in Europa: pubblicata su Scientific Reports

MeteoWeb

E’ stata realizzata la nuova mappa della contaminazione radioattiva in Europa: pubblicata su Scientific Reports, è stata elaborata da un team dell’Università di Basilea, coordinato da Katrin Meusburger.
L’elaborato si basa sull’analisi di 160 campioni provenienti dalla Banca europea dei campioni di suolo ed è caratterizzata da una migliore risoluzione spaziale (di 500 metri) rispetto alle mappe realizzate in precedenza.

Dalla ricerca emerge, ad esempio, che il cesio liberato negli anni ’60 dai test nucleari nella stratosfera (quota tra 12mila e 50mila metri), circolava nell’atmosfera – prima di ricadere a terra trasportato dalle piogge – in modo abbastanza omogeneo, ma in quantità leggermente più elevate nelle regioni più piovose, come Massiccio Centrale, Ardenne e Bretagna.
Il cesio liberato dall’incidente di Chernobyl è rimasto ad altitudini meno elevate, inferiori a 12mila metri: tra aprile e maggio 1986 le piogge l’hanno rapidamente riportato a terra nelle zone raggiunte dalla nube radioattiva proveniente dall’Ucraina.
Le tracce degli elementi radioattivi liberati dall’incidente di Chernobyl sono presenti con concentrazioni leggermente più elevate in Alsazia, Francia orientale, Italia settentrionale e Germania meridionale.