Continuano a divampare gli incendi scoppiati nelle frazioni di Arischia e Cansatessa (L’Aquila): si fa sempre più strada l’ipotesi degli inneschi di origine dolosa, per le modalità e i tempi di propagazione delle fiamme, sebbene manchi ancora la conferma ufficiale da parte di inquirenti e Protezione Civile Regionale.
Gli incendi stanno colpendo la zona ovest dell’Aquila: pur essendo monitorati e controllati, destano preoccupazione tra operatori e cittadini.
“Le energie in campo sono straordinarie e la mobilitazione e’ ampia e sentita. I dipendenti comunali dalle 6 hanno ripreso a lavorare sulla linea tagliafuoco – ha spiegato il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi – mentre abbiamo completato il censimento delle famiglie che risiedono a ridosso dei punti critici nel caso dovesse rendersi necessaria un’evacuazione. Anche in questo caso siamo pronti a intervenire con abitazioni sostitutive. Lo sforzo è enorme e il contatto con le sale operative di Vigili del Fuoco, Regione e Prefettura è costante. Purtroppo le condizioni climatiche e il territorio impervio non favoriscono l’attenuazione del pericolo“.
“Nell’incendio di Arischia il fuoco è ancora alto, mentre nella zona di Cansatessa le fiamme sono in via di contenimento grazie a una linea tagliafuoco, lungo tutto il fronte, e i mezzi aerei. Gli inneschi degli incendi si trovano nelle zone alte delle montagne, quindi lo spegnimento sta avvenendo prevalentemente dall’aria, da terra si è potuto solo contenere le fiamme, tenendole lontane dalla abitazioni e dalle strade. Numerosi gruppi di Volontari di Protezione Civile abilitati allo spegnimento stanno lavorando insieme a noi, all’Esercito e Vigili del Fuoco e Carabinieri Forestali. Questi ultimi stanno conducendo le indagini sull’origine dei due incendi,” ha precisato Silvio Liberatore, dirigente della Protezione Civile della Regione Abruzzo.


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