Caso Viviana Parisi, medico legale: “Non si può parlare di strangolamento, dall’autopsia emerse solo fratture”

Mentre proseguono le ricerche del piccolo Gioele, scomparso il 3 agosto insieme alla madre Viviana Parisi, sono ancora molte le incognite sulla causa della morte della donna

  • Viviana Parisi con il marito, Daniele Mondello
    Viviana Parisi con il marito, Daniele Mondello
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    Viviana Parisi con il marito, Daniele Mondello
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Ancora nessuna traccia del piccolo Gioele, il bambino di 4 anni scomparso lo scorso 3 agosto insieme alla madre Viviana Parisi, trovata morta 5 giorni dopo nelle campagne di Caronia.
Circa 70 persone, tra Vigili del fuoco, Protezione civile, Forestale, Polizia, Guardia di finanza e militari del Nucleo cacciatori dei Carabinieri e cani specializzati, stanno setacciando la zona dove è stato trovato il corpo della dj 43enne, controllando anche pozzi, fontane abbeveratoi e casolari.

In merito a eventuali segni di violenza sul corpo della donna, la prof.ssa Elvira Ventura Spagnolo, uno dei medici legali nominati come periti dalla Procura di Patti che hanno eseguito l’autopsia, ha precisato: “Non ho parlato di strangolamento di Viviana Parisi“, ma “soltanto di fratture“, perché “le condizioni del cadavere non permettono di esprimersi in tal senso“.

“Viviana alternava stati e momenti dell’umore”

viviana parisi scomparsaDa quello che ci è stato riferito dai turisti che hanno visto Viviana Parisi viva a Caronia dopo l’incidente stradale sull’autostrada Palermo-Messina, la signora era agitata e impaurita,” ha spiegato il procuratore di Patti. “Proseguono le indagini in tutte le direzioni, al momento non ci sentiamo di escludere nulla. Chiaramente, da come ci è stata descritta, emerge la fragilità della donna in quel momento“.
E’ stato aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo e sequestro di persona.

Viviana era una donna fragile, aveva avuto problemi anche con manie di persecuzione e deliri mistici. Per questo era stata in ospedale e aveva avuto delle cure“: lo ha affermato Claudio Mondello, avvocato della famiglia Modello e anche cugino di Daniele, il marito di Viviana. “Non è vero tuttavia che la famiglia ha preso sottogamba questi problemi di Viviana, tanto che l’ha accompagnata in ospedale anche in piena emergenza Covid-19 perché aveva cuore la sua situazione. La donna passava da momenti di lucidità ad altri in cui era confusa e temeva, anche se non c’era alcun motivo reale, che le togliessero o che potesse perdere il figlio Gioele cui era affezionatissima. Negli ultimi tempi era stata meglio, ma la famiglia l’ha sempre assistita e mai lasciata sola. Noi, anche se è irrazionale, speriamo sempre che Gioele sia vivo e proseguiamo le ricerche“.
Viviana alternava stati e momenti dell’umore. Ritengo probabile che soffrisse di sindrome bipolare,” scrive Mondello su Facebook. “I problemi non si risolvono per il tramite di una opportunistica rimozione collettiva, il disagio mentale non può ricadere, nella nostra costante indifferenza, sulle spalle di chi lo viva in via diretta o su quelle dei prossimi congiunti di questi. Non accadrà, ne sono certo, ma quella di cui si discorre potrebbe essere una buona occasione per fare il punto sul nostro momento collettivo; potrebbe costituire lo spunto al fine di transitare da una originaria impostazione di tipo gerarchico e dominante (sempre in danno di chi non può difendersi) ad una, realmente, vicendevole“.