Caso Viviana Parisi, la drammatica conferma: il padre ha riconosciuto le scarpe di Gioele. Colpevole ritardo nel ritrovamento dei corpi

Le scarpette del piccolo Gioele riconosciute dal papà: si attendono gli esiti del Dna, ma è solo una formalità

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Le scarpette blu trovate accanto ai resti umani, ieri, nelle campagne di Caronia sono di Gioele. Le ha riconosciute durante l’incontro con la polizia il papà del bambino, Daniele Mondello. Lo si apprende dalla sorella dell’uomo, Mariella Mondello. Le scarpette che la polizia ha mostrato a Daniele Mondello sono quelle che lui aveva regalato a Gioele assieme alla moglie. Non ci sono dubbio che siano le sue“. Lo afferma il legale del papa’ del bambino, l’avvocato Pietro Venuti aggiungendo che l’uomo e’ stato in Questura per firmare dei documenti per esami che saranno eseguiti domani sui vestiti di Viviana Parisi. Il penalista ha precisato anche che il prelievo per il Dna è stato eseguito su Daniele Mondello e sul padre di sua moglie, Luigino Parisi. Si attendono ora, entro qualche giorno, gli esiti del test.

Quelle scarpe gliele ho comprate io con Viviana. Sono di Gioele“. Lo ha detto tra le lacrime Daniele durante il riconoscimento degli indumenti ritrovati ieri boschi di Caronia.

L’esperto: il corpo di Gioele poteva essere rilevato dal satellite già il 4 agosto

I corpi di Gioele e Viviana potevano essere trovati “già il giorno dopo la scomparsa. Bastava utilizzare le immagini satellitari, scaricarle e con filtri per amplificare le anomalie nella banda del Nir, rilevare la presenza di corpi“. Lo assicura a LaPresse Pier Matteo Barone, professore all’American University of Rome, archeologo forense e geofisico. “Ieri con le informazioni messe a disposizione dai media ho scaricato una immagine satellitare del 4 agosto (il giorno dopo la scomparsa di madre e figlio, ndr) – precisa l’esperto – ed elaborandole si vedevano delle anomalie nella vegetazione del bosco di Caronia, riconducibili a due corpi“. Secondo l’esperto, membro del Comitato tecnico scientifico dell’associazione Penelope scomparsi “i due corpi potevano essere trovati subito. Il problema è che manca la volontà di modernizzare protocolli e tecniche di ricerca dei corpi e degli scomparsi nell’ambito tra corpi dello Stato. Questi ultimi ignorano totalmente le immagini satellitari e fanno riferimento ancora ad antichi e antiquati sistemi”. Gli stessi droni, aggiunge “sono provvisti di sensori ottici che non servono, soprattutto quando si perlustra una vegetazione così fitta. Servirebbero dei sensori termici o Lidar“.