Caso Viviana Parisi, parla l’ex carabiniere che ha trovato Gioele: “Ho percepito qualcosa, il piccolo mi ha guidato”

"Può essere che Gioele stesso abbia accompagnato i miei passi fino a lui...": la toccante testimonianza di Giuseppe Di Bello

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Uno si deve immedesimare nella testa di un bambino di 4 anni che rimane là, da solo. Là è buio pesto, l’unica cosa che si vede è la luna. Ho pensato che il bambino andava verso di là. Ho percepito qualcosa, non visto, percepito. Qualcosa che non mi convinceva. Sentivo un odore non gradevole. Appena ho cominciato ad alzare quegli alberi, purtroppo. Può essere che Gioele stesso abbia accompagnato i miei passi fino a lui…“: è la toccante testimonianza di Giuseppe Di Bello, l’ex carabiniere oggi in congedo, che ieri mattina ha dato la segnalazione del ritrovamento di resti umani nelle campagne di Caronia.
Il volontario si era unito alle ricerche del piccolo Gioele dopo l’appello lanciato dal padre Daniele Mondello.

Sedici giorni di ricerche da parte di droni, cani e corpi speciali, e alla fine è stato proprio l’ex militare, armato di falcetto, a fare la scoperta tra la fitta vegetazione, a 200 metri dall’autostrada Messina-Palermo.

Ieri aveva detto poche ore dopo il ritrovamento: “L’ho trovato dove altri non hanno cercato“.
Oggi ha raccontato: “Mi sono immedesimato in un bambino di 4 anni, che è lì, la mamma non dàsegni di vita e appena arriva il buio non va verso l’alto, ma insegue la luce, quella del tramonto, della luna, o le luci che si intravedono a Caronia“.
I cani molecolari? “E’ difficile per loro entrare e operare tra questi arbusti così fitti“.
Sono padre e nonno capisco cosa sta provando la famiglia. Da quindici giorni avevo un magone, volevo andare… la sera prima è stata mia moglie alla fine a dirmi: ‘perché non vai, tu sei bravo, conosci i boschi… puoi dare un contributo…’. E cosi’ sono andato“.