Caso Viviana Parisi, un testimone: “Il piccolo Gioele era vivo dopo l’incidente”

"Gioele era vivo, in braccio alla madre, in posizione verticale e senza alcuna ferita"

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Dopo l’incidente stradale “Gioele era vivo, in braccio alla madre, in posizione verticale e senza alcuna ferita”. E’ la ricostruzione dei testimoni presenti dopo l’impatto resa nota dal procuratore di Patti, Angelo Cavallo, che indaga sulla morte della dj Viviana Parisi e sulla scomparsa del figlio di 4 anni della donna. Gioele “era vivo dopo l’incidente“, era in braccio alla madre e non presentava ferite. A dirlo al procuratore sono i testimoni che hanno assistito, lo scorso 3 agosto, allo scontro dell’auto di Viviana nella galleria dell’autostrada Messina-Palermo. La donna e’ stata trovata morta sotto a un traliccio nelle campagne di Caronia, mentre il figlio viene ancora cercato dopo 14 giorni. I testimoni – una famiglia – ritenuti dai pm attendibili, e che sono rientrati al Nord dopo un periodo di ferie, hanno detto, ha spiegato Cavallo, che “il bimbo aveva gli occhi aperti, stava bene e non era ferito. La donna non ha detto nulla a queste persone e camminava velocemente”.

La famiglia Mondello, intanto, “presto nominerà un consulente di parte per verificare dinamica e danni dell’incidente stradale avuto da Viviana Parisi” prima della sua scomparsa. Lo annuncia l’avvocato Pietro Venuti per “fare chiarezza sulla vicenda”. Una delle ipotesi al vaglio degli investigatori era propria quella che Gioele potesse essere morto nell’impatto tra l’Opel Corsa guidata dalla donna e il furgone, fermo, di operai che stavano eseguendo delle manutenzioni in una galleria dell’autostrada Palermo-Messina. Sulla vettura sono ora in corso verifiche da parte della polizia scientifica.

Vertice in procura, sentito il padre di Gioele

Vertice alla procura di Patti, in provincia di Messina, per fare il punto sulle indagini legate alla scomparsa del piccolo Gioele. Del bimbo di 4 anni non si hanno notizie da 14 giorni, dall’incidente del 3 agosto, all’interno della galleria dell’autostrada Messina-Palermo, all’altezza del territorio di Caronia. Il mezzo era guidato dalla mamma, Viviana Parisi, trovata morta cinque giorni dopo, sotto un traliccio. Oggi e’ stato sentito dai pm il padre del piccolo, Daniele Mondello, marito della donna: un colloquio senza avvocati, durato circa 45 minuti. Nei locali della procura presenti anche i padri dei due coniugi. La donna era stata vista allontanarsi da alcuni testimoni che finora non hanno risposto all’appello della procura di riferire quanto visto. E domani incontro in prefettura, a Messina, della task force che si occupa delle ricerche che vedono impegnati anche volontari e familiari.

Una pista al vaglio della procura riguarda una possibile aggressione da parte di cani feroci. Gli inquirenti avevano gia’ esaminato questa ipotesi, avvalorata dal fatto che sulle gambe di Viviana sono stati trovati segni di morsi. Il proprietario di due rottweiler che sarebbero stati avvistati nei boschi di Caronia, e’ stato interrogato a Ferragosto. Secondo un’altra ipotesi, che prende quota, lo schianto contro il mezzo degli operai impegnati nei lavori nella galleria sarebbe stato piu’ violento e avrebbe potuto causare la morte di Gioele sistemato sul sediolino forse non bloccato nell’auto, spingendo la donna sotto choc ad allontanarsi con il corpicino e poi al suicidio. Secondo alcune fonti Viviana Parisi peraltro soffriva di problemi psichici, forse di depressione, e temeva che le togliessero il figlio che amava molto. Setacciati anche diversi ruderi e casolari abbandonati. Nelle ricerche sono impegnate circa settanta persone tra carabinieri del reparto cacciatori di Sicilia con droni e cani specializzati, oltre a vigili del fuoco, Protezione civile, forestali, poliziotti e finanzieri e diversi volontari.