Caso Viviana Parisi: tante ipotesi e troppi dubbi mentre i Cacciatori di Sicilia cercano Gioele anche nei casolari

Una testimonianza fondamentale potrebbe venire dai turisti che hanno visto Viviana Parisi e Gioele lo scorso 3 agosto

  • Viviana Parisi con il marito, Daniele Mondello
    Viviana Parisi con il marito, Daniele Mondello
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    Viviana Parisi con il marito, Daniele Mondello
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Proseguono, per il 14° giorno, le ricerche del piccolo Gioele, 4 anni, scomparso il 3 agosto con la madre Viviana Parisi, la dj trovata morta nelle campagne di Caronia l’8 agosto. Nelle perlustrazioni sono impegnate circa settanta persone tra cui carabinieri del reparto cacciatori di Sicilia con droni e cani specializzati, oltre a vigili del fuoco, Protezione civile, forestali, poliziotti e finanzieri, coordinati dal procuratore di Patti, Angelo Cavallo.

Tra le varie piste, si indaga anche su una possibile aggressione a madre e figlio da parte di animali selvatici o cani feroci: l’ipotesi sarebbe avvalorata dalla presenza sulle gambe della donna di alcuni morsi.
Le scarpe di Viviana non sarebbero sporche di terra, e di conseguenza si ritiene non abbia camminato a lungo.
Al momento si tratta di ipotesi: solo gli esami approfonditi dell’autopsia potranno chiarire se i morsi sul corpo della donna possano essere compatibili con una aggressione da parte di animali selvatici o di cani.
Si seguono vecchie e nuove ipotesi investigative, compresa quella secondo cui il piccolo sarebbe morto a seguito delle conseguenze dell’incidente stradale avvenuto nella galleria dell’autostrada Messina-Palermo: la 43enne si sarebbe allontanata in stato di shock con il corpicino, che avrebbe sotterrato per poi togliersi la vita presso il traliccio nelle campagne di Caronia: solo ipotesi e molti dubbi, anche perché l’incidente, secondo alcuni fonti, sarebbe stato di lieve entità.

Una testimonianza fondamentale potrebbe venire dai turisti che hanno visto la donna e il bambino lo scorso 3 agosto e si sono fermati dopo l’incidente per pochi minuti chiedendo cosa fosse accaduto.
Nonostante l’appello del procuratore che sta indagando sul caso, delle forze dell’ordine, dei ricercatori, del padre del bimbo e della famiglia, queste persone non si sono ancora fatte vive per raccontare quanto hanno visto e soprattutto riferire sulle condizioni della madre e dire se il bimbo era vivo. Si tratterebbe di una coppia con due figlie su una berlina grigia.

Anche militari dello squadrone carabinieri CacciatoriSicilia“, di solito impegnati a cercare latitanti, sono sulle tracce di Gioele: mentre guardia di finanza, polizia, protezione civile e vigili del fuoco sono impegnati a cercare con speciali cani il bambino, i militari dell’Arma stanno ispezionando anche casolari abbandonati. Nei prossimi giorni potrebbe esserci un vertice in Prefettura sulle ricerche.