Mentre parte dell’Europa è alle prese con un’insorgenza di nuovi focolai di Covid-19, soprattutto Spagna, Francia e Belgio, è impossibile non notare come ci sia un Paese che, adottando un approccio completamente diverso dalla maggior parte dei Paesi, sia riuscito ad abbattere il coronavirus, senza incappare in una ripresa dei contagi: la Svezia. I dati sul Paese scandinavo parlano chiaro: dopo il picco nel mese di giugno, la curva dei nuovi casi giornalieri ha intrapreso una costante discesa, senza presentare finora focolai degni di nota, così come la curva dei decessi giornalieri, che ha raggiunto il picco ad inizio aprile, per raggiungere 1-2 vittime al giorno o anche zero vittime da fine luglio.
La Svezia è presto diventata un “caso” durante la pandemia per il modo in cui ha deciso di affrontare l’emergenza: unico Paese in Europa e tra i pochi al mondo a non imporre un lockdown, affidandosi al senso di responsabilità dei cittadini, senza stravolgere la loro quotidianità ma puntando sul rispetto di poche semplici regole, tra cui il distanziamento sociale e le pratiche igieniche. Il Paese scandinavo non ha mai chiuso negozi, ristoranti, uffici, fabbriche e soprattutto non ha rinchiuso i cittadini in casa, con l’ordine di spostarsi solo per esigenze primarie.

Il lockdown ha avuto un peso enorme sull’economia dei Paesi che l’hanno adottato e l’Italia è uno dei Paesi maggiormente colpiti a causa dei 2 mesi di chiusura. Ora il Financial Times ha analizzato il caso della Svezia: non attuare alcun lockdown potrebbe aver salvato la sua economia. L’analisi svela che proprio grazie all’assenza totale di chiusure, l’economia svedese sta già mostrando chiari segnali di miglioramento e di netto outperforming rispetto a tutte le controparti europee. I dati delle trimestrali presentate nelle scorse settimane delle principali aziende del Paese, da giganti come Ericsson ed Electrolux passando per le banche come Handelsbanken e protagonisti della componentistica come Assa Abloy, confermano la tendenza. Tutti hanno mostrato profitti ben al di sopra delle aspettative di mercato, anche se in alcuni casi questo trend si sia limitato e sostanziato in un calo più contenuto delle attese.
I numeri giunti dalle trimestrali hanno spinto alcuni economisti a rivedere le stime del Pil svedese per il 2020, portandolo a livelli non di crescita, ma di un netto grado di resilienza all’impatto globale della pandemia rispetto alla media dei Paesi europei, riporta Business Insider Italia. Secondo molti psicologi, ciò che ha davvero aiutato l’economia è la predisposizione psicologica degli svedesi nel non aver paura di andare a scuola, in ufficio, in fabbrica ma anche al ristorante, al bar o in giro per negozi.
“Qual è il grado di probabilità di andare incontro a nuovi regimi di lockdown? Qual è il grado di probabilità che sussiste rispetto a quello che possiamo definire un fattore di paura collettiva? Questa e solo questa è la grande questione che incombe sul grado di velocità che riusciremo a imprimere alla ripresa economica europea. Ora è tutto basato sulla psicologia, è tutto incentrato sulla gente e la sua reazione”, conclude Alrik Danielson.
