“È giusto che sui treni restino in vigore le regole di sicurezza applicate finora. Non possiamo permetterci di abbassare il
livello di attenzione e cautela. Per questo ho firmato un’ordinanza che ribadisce che in tutti i luoghi chiusi aperti al pubblico, compresi i mezzi di trasporto, è e resta obbligatorio sia il distanziamento di almeno un metro che l’obbligo delle mascherine.
Questi sono i due principi essenziali che, assieme al lavaggio frequente delle mani, dobbiamo conservare nella fase di convivenza con il virus“: lo ha annunciato il Ministro della Salute Roberto Speranza.
Lo stop del distanziamento sui treni aveva suscitato i timori di virologi ed epidemiologi, preoccupati dei possibili effetti sull’andamento del contagio, e degli esperti del Comitato Tecnico Scientifico, che non erano stati consultati.
Franco Locatelli, componente del CTS, in un’intervista ad AdnKronos, si era detto “sconcertato per la decisione assunta di porre fine al distanziamento sui treni“: “Il Comitato tecnico scientifico non è mai stato investito del problema e non posso non dire che questa decisione desta preoccupazione e perplessità, in un momento in cui i nuovi casi di Covid-19 stanno crescendo, come mostrano i dati. C’è il rischio concreto che i viaggi in treno possano contribuire alla ripresa dell’andamento epidemico nel nostro Paese. Credo che su questo tema vada aperta una riflessione“.
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Ricciardi: l’ordinanza di Speranza è “un intervento tempestivo ed importante”
Quello del ministro della Salute Roberto Speranza è “un intervento tempestivo ed importante, in una fase in cui tutti dobbiamo alzare e non abbassare la guardia, sia individualmente che collettivamente“: lo ha affermato all’Adnkronos Salute Walter Ricciardi, consigliere scientifico del ministro della Salute Roberto Speranza e docente di Igiene all’Università Cattolica. Ieri Ricciardi aveva giudicato “del tutto sbagliata” la decisione di eliminare la distanza di sicurezza sui treni: “Proprio il distanziamento contribuisce alla sicurezza di questo mezzo di trasporto, che diventerebbe altrimenti insicuro“.
