Coronavirus, attenzione alle mascherine che indossate: a ridurre davvero la diffusione del virus sono quelle in tessuto

Le mascherine in tessuto hanno un grado di protezione in grado di fornire livelli clinicamente utili di filtrazione, riducendo in questo modo la diffusione del Coronavirus

MeteoWeb

Le mascherine in tessuto hanno un grado di protezione in grado di fornire livelli clinicamente utili di filtrazione, riducendo in questo modo la diffusione di virus come il SARS-CoV-2. A precisarlo in un articolo pubblicato sulla rivista Mayo Clinic Proceedings gli esperti del Karolinska Institutet in Svezia e della McMaster University in Canada e un team internazionale di ricercatori, che supportano l’utilizzo di mascherine di stoffa. “Non abbiamo prove dirette – afferma Juan Jesus Carrero, docente di Epidemiologia presso la McMaster University – sul fatto che le protezioni di stoffa possano effettivamente ridurre la diffusione del nuovo Coronavirus, perché ciò richiederebbe uno studio clinico randomizzato che non sarebbe etico. La letteratura a riguardo, tuttavia, sembra suggerire che le mascherine di tessuto possano essere sufficienti a bloccare in modo efficiente la trasmissione di particelle”. 

mascherina coronavirus busL’equipe ha preso in esame 25 articoli di studi dedicati a esaminare l’efficacia delle mascherine e le proprieta’ di filtrazione, in cui i test erano stati condotti secondo modi e metodi diversi. “Alcuni – continua l’esperto – seguivano gli standard medici esistenti per la certificazione dei dispositivi di protezione individuale destinati a un uso in ambito sanitario. I risultati suggeriscono che alcune maschere facciali possono ridurre il passaggio di particelle”. Secondo gli scienziati, le trame a piu’ strati sono piu’ schermanti e assicurano prestazioni migliori, ma anche i tessuti piu’ semplici sono in grado di fornire una protezione adeguata. “Viste le difficolta’ nella gestione della pandemia – commenta Carrero – l’uso di mascherine dovrebbe essere incoraggiato e rappresentare una componente chiave per le misure di sicurezza durante la situazione emergenziale“. Lo stesso gruppo di ricerca ha pubblicato un commento negli Annals of Internal Medicine a fine maggio, raccomandando l’uso di maschere in tessuto. Allo stesso tempo, i ricercatori sottolineano l’importanza di una buona igiene delle mani, del distanziamento sociale e della disinfezione delle aree pubbliche.

I materiali che sembrano portare a risultati migliori – osserva ancora il ricercatore – sono la mussola, il cotone e la flanella, possibilmente con 3 o 4 strati e con una trama di almeno 40 fili per centimetro. Sebbene l’uso di maschere facciali sia attualmente obbligatorio o raccomandato in gran parte del mondo, molte persone non possono permettersi o non hanno accesso ai dispositivi medici o alle soluzioni usa e getta“. L’autore sostiene che le mascherine mediche monouso potrebbero portare a un’ulteriore diminuzione nelle forniture destinate all’assistenza sanitaria e alle fasce lavorative ad alto rischio. “Abbiamo stilato una serie di raccomandazioni – conclude Carrero – per chi volesse realizzare le proprie mascherine, divulgando sul sito clothmasks.ca informazioni sui modelli di cucitura a mano e istruzioni per l’uso e il lavaggio”.