Lo scorso weekend il Wuhan Maya Beach Water Park, il parco acquatico del capoluogo dell’Hubei e della città focolaio in cui è stato registrato il primo caso di Coronavirus, è stato preso d’assalto da migliaia di persone, che hanno partecipato a un festival di musica elettronica.
La struttura è stata riaperta a giugno dopo che Wuhan ha superato 76 giorni di lockdown totale e rigide restrizioni per bloccare la diffusione del virus, ed è stata limitata anche la capienza, al 50% della norma.
Migliaia di persone hanno celebrato il ritorno della città alla vita normale, facendo diventare virali in breve tempo le immagini di assembramenti, documentate e rilanciate dai media internazionali, tra cui la BBC.
Scene che, un tempo, erano considerate “normali” e che ora sembrano lontane e sbiadite.
La città ha vissuto momenti drammatici: i primi casi noti di Covid-19 sono emersi a Wuhan, città di 11 milioni di persone, alla fine dello scorso anno, ma è stato attuato un rigidissimo lockdown, che è stato revocato ad aprile e, va sottolineato, non ci sono stati nuovi casi di trasmissione locale ufficialmente segnalati nell’Hubei da metà maggio. Oltre 3 mesi fa.
L’epidemia è stata contenuta e tutti i cittadini di Wuhan sono stati sottoposti a uno screening di massa senza precedenti.

I primi segni di normalità sono arrivati a marzo, con la riapertura dei centri commerciali e il ritorno del trasporto pubblico locale, mentre continuavano ad essere in vigore le regole del distanziamento sociale e l’obbligo delle mascherine. L’annullamento del lockdown è stato poi decretato precisamente l’8 aprile, con le coppie che tornavano a sposarsi, le scuole che riaprivano i battenti e le imprese che lentamente cominciavano a rimettersi in moto. Un secondo focolaio, a metà maggio, è stato immediatamente bloccato dalle autorità grazie ad un vastissimo piano di test.
A luglio la vita è tornata quasi normale in gran parte della Cina.
Le regole per il contenimento dell’epidemia si sono molto rilassate a Wuhan e nel resto del Paese, dove si sono registrati pochi casi in diverse zone, tutti focolai progressivamente riportati sotto controllo, secondo i dati diffusi dalle autorità sanitarie nazionali: a prevalere, ora, dopo i sacrifici del lockdown, è la voglia di tornare a uscire di casa e riprendere la vita normale.
Anche per rilanciare l’economia, il governo provinciale ha offerto l’ingresso gratuito in 400 siti turistici nell’Hubei.
“Ora la pace è tornata in questa terra e Wuhan è una città sana e sicura“, ha precisato qualche giorno fa il dipartimento municipale della cultura e del turismo.
