E’ iniziata l’autopsia sul cadavere di Viviana Parisi, la deejay di 43 anni, trovata cadavere sabato pomeriggio nei boschi di Caronia (Messina). Si è dovuto attendere l’arrivo dell’entomologo forense che prima di raggiungere l’ospedale Papardo di messina è voluto andare sul luogo del ritrovamento del corpo insieme con il Procuratore capo di Patti Angelo Vittorio Cavallo che coordina l’inchiesta. L’entomologo è Stefano Vanin e arriva dalla Liguria, mentre il medico legale è Elvira Ventura Spagnolo insieme con la professoressa Daniela Spaienza. La famiglia di Parisi ha nominato un proprio consulente, il medico legale Pina Certo, e due legali per rappresentarla, gli avvocati Pietro Venuti e Claudio Mondello.
L’entomologo ha voluto raggiungere il luogo del ritrovamento del cadavere della donna per prelevare del terriccio con larve e insetti attorno alla zona in cui era la deejay. Il corpo di Viviana Parisi era totalmente sfigurato e irriconoscibile. E’ stato identificata solo grazie alla fede nuziale e una scarpa Adidas. “Sono stato chiamato dalla Procura per l’autopsia perché visto lo stato del cadavere, la stima dei tempi del decesso si fa attraverso dei metodi indiretti, cioè non si lavora sul corpo ma si guarda come l’ambiente ha interagito con il corpo“. Lo ha detto Vanin, l’entomologo. “E’ stato raccolto sul luogo del ritrovamento tutto quello che potrà servire. Gli insetti ci possono raccontare il tempo, ma dobbiamo stare attenti, il tempo della colonizzazione non corrisponde al tempo del decesso, perché gli insetti possono arrivare un po’ dopo la morte. Vista la temperatura e l’ambiente siamo molto vicini alla morte“.
“Adesso procederemo con un esame Tac, per valutare eventuali lesività che normalmente non andiamo a ispezionare, quindi si procederà con il repertamento entomologico e con l’esame autoptico”, ha detto Elvira Spagnolo. “Dobbiamo vedere le condizioni del cadavere – dice – dobbiamo valutare secondo le tempistiche da seguire“.
“Viviana aveva dei problemi di salute, certificati. Nel periodo del Covid questa chiusura forzata l’aveva sconvolta. Sembra che volesse andare in un determinato punto, a Caronia, ma non ne conosco il motivo”. Lo ha detto l’avvocato Pietro Venuti. “Non so se l’incidente è avvenuto prima o dopo la scomparsa del bambino e anche il ritrovamento dopo sette giorni in una zona già battuta. Ci sono tanti punti oscuri sulla scomparsa e la morte di Viviana Parisi, ma noi siamo fiduciosi negli organi inquirenti”“, dice. “Anche il marito – ha aggiunto il penalista – vuole sapere la verita’ come tutti. Lui e’ distrutto dalla vicenda: ha perso la moglie e suo figlio non e’ stato ancora trovato. Gli interrogativi sono tanti. Il fatto che la donna ha camminato tanto dopo l’incidente e non e’ scattato subito un accertamento. E’ stata trovata in un posto che era gia’ stata battuto nei giorni precedenti. E non sappiamo se l’incidente e’ avvenuto prima o dopo la scomparsa del bambino“.
“Da quando c’è stato il coronavirus era cambiata ma era prima dolcissima. Bravissima. Non lasciava mai il bambino. Non lo abbandonava mai“, ha detto Letterio Mondello, padre di Daniele Mondello, marito di Viviana Parisi. “Forse ha fatto rifornimento e poi ha comprato le sigarette, non lo so“, dice a chi gli chiede perché la donna fosse andata a Sant’Agata di Militello. “Non ho paura che Daniele venga coinvolto nelle indagini, perché non ha fatto nulla di male. Aspetto qui per vedere quello che sta succedendo. Io ho un’idea ma non posso dire niente“, dice.

















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