“Il momento di crisi che ha generato l’allerta e’ passato“. Lo afferma Valerio Segor, dirigente della struttura Assetto idrogeologico dei bacini montani della Regione Valle d’Aosta, spiegando il ritorno alla normalita’ della Val Ferret, sopra Courmayeur, su cui incombeva il pericolo di crollo di un blocco di oltre 500 mila metri cubi del ghiaccio di Planpincieux. “Stiamo rilevando un progressivo e leggero aumento dell’acqua che esce da sotto il ghiaccio, – precisa – cio’ significa che il suo flusso non si blocca piu’ all’interno del ghiaccio; era sicuramente lo scenario peggiore che si potesse avere perche’ la pressione dell’acqua rischiava di sollevare il ghiaccio e farlo scivolare a valle in un colpo solo”.
La situazione di allerta si era generata dopo che nei primi giorni di agosto si erano alternati giornate calde a bruschi cali di temperatura e, successivamente, a un nuovo rialzo termico: “Il freddo – aggiunge l’esperto – ha tappato alcuni percorsi seguiti dall’acqua, creando una situazione pericolosa perche’ l’acqua quando le temperature tornano a risalire aumenta di nuovo e, se trova la strada sbarrata, puo’ destabilizzare il ghiacciaio”.
“Nel medio periodo, le temperature molto elevate possono influire sul movimento del ghiacciaio e, se continua cosi’, nulla vieta che si vada incontro a un’accelerazione significativa che comporterebbe una nuova allerta“, aggiunge Segor. Tale ipotesi tecnica potrebbe pero’ riguardare non tutta la massa di 500 mila metri cubi di cui si e’ paventato il crollo, ma solo una sua porzione. “La nuova eventuale allerta – spiega il tecnico – andrebbe comunque ricondotta al volume del collasso che si ipotizza piu’ probabile: l’aumento delle temperature infatti fa si’ che tendenzialmente la massa solidale che stiamo osservando possa porzionarsi in elementi piu’ piccoli. Se il pericolo di crollo riguardasse solo 100 mila metri cubi e non 500 mila sarebbe tutta un’altra situazione; purtroppo pero’ non abbiamo certezza assoluta su questi scenari perche’ scientificamente e’ impossibile averla”.


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