Siccità, nel biennio 2018-2019 l’ondata più estesa e disastrosa nel continente: colpito oltre il 50% dell’Europa centrale

La siccità del biennio 2018-2019 ha colpito oltre il 50% dell'Europa centrale: l'ondata non ha avuto precedenti negli ultimi 250 anni

MeteoWeb

La siccita‘ del biennio 2018-2019 in Europa non ha avuto precedenti negli ultimi 250 anni. Lo rivela uno studio, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, dal Centro Helmholtz per la ricerca ambientale di Lipsia in collaborazione con l’universita’ ceca di Scienze della vita a Praga, che ha esaminato i dati che descrivono l’andamento del clima globale fra il 1766 al 2019. Quella del 2018-2019 è stata l’ondata piu’ estesa e disastrosa che sia mai stata registrata, colpendo oltre il 50% dell’Europa centrale, rivelandosi superiore addirittura a quella del 1949-1950 (che interesso’ un’area pari al 33%).

Foto di Christopher Furlong / Getty Images

Gli effetti sulla vegetazione sono stati ancora piu’ pesanti rispetto alla siccita’ del 2003. Sia l’estate 2018 che quella 2019 sono state piu’ asciutte della media, ed entrambe sono tra le tre estati piu’ bollenti mai registrate. Grazie alle simulazioni al computer, gli esperti hanno provato a valutare la frequenza di simili eventi nei prossimi decenni: nello scenario peggiore, in cui si ipotizza il maggiore incremento delle emissioni di gas serra, il numero di bienni siccitosi e’ destinato ad aumentare addirittura di sette volte nella seconda meta’ del secolo (tra il 2051 e il 2100), mentre le aree coltivate colpite potrebbero salire a oltre 40 milioni di ettari. In caso di incrementi lievi o moderati delle emissioni, invece, gli effetti sul clima potrebbero essere piu’ limitati: per questo i ricercatori sottolineano la necessita’ di adottare strategie di contenimento per ridurre il rischio.

Po siccitàCon l’innalzamento delle temperature aumenta anche l’evapotraspirazione dei suoli, che diventano piu’ aridi“, spiega Maurizio Maugeri, climatologo dell’Universita’ Statale di Milano. “Lo abbiamo recentemente osservato anche sul fiume Adda: confrontando le precipitazioni mensili con gli afflussi idrici giornalieri in entrata e uscita dal lago di Como dall’Ottocento a oggi, emerge che le portate dell’Adda sono diminuite del 20% circa a fronte di una riduzione delle precipitazioni molto piu’ contenuta, pari al 5%. Il fenomeno, che abbiamo descritto in uno studio sulla rivista International Journal of Climatology, e’ inquadrabile nel contesto generale del forte cambiamento climatico che sta interessando il territorio italiano“.