Spazio: da una missione Nasa nuove misurazioni delsottosuolo Marte

I nuovi dati raccolti dal lander della Nasa InSight forniscono misurazioni del sottosuolo marziano, rivelando la presenza di tre confini tra la crosta e il nucleo

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I nuovi dati raccolti dal lander della Nasa InSight forniscono misurazioni del sottosuolo marziano, rivelando la presenza di tre confini tra la crosta e il nucleo. I dettagli dello studio, condotto dai sismologi della Rice University, sono stati pubblicati sulla rivista Geophysical Research Letters, in cui gli autori descrivono anche l’importanza di comprendere meglio la struttura del Pianeta rosso per acquisire indirettamente informazioni anche sulla formazione e la storia del nostro pianeta. “Abbiamo elaborato una serie di modelli – spiega Alan Levander della Rice University e coautore dello studio – che ci hanno permesso di effettuare le prime misurazioni dirette. L’assenza di tettonica a zolle su Marte rende piu’ complesso inferire la sua storia passata“. Il team ha utilizzato i dati raccolti da InSight, un lander che nel 2018 ha raggiunto la superficie del Pianeta rosso, dotato di strumenti e sismometri, in grado di rilevare l’attivita’ sismica. “Le stime approfondite dei confini strutturali di Marte – commenta Sizhuang Deng, studente laureato presso la Rice University – possono fornire indicazioni per comprendere meglio il suo passato, ma anche la formazione e l’evoluzione dei pianeti simili“.

InSight ha registrato oltre 170 alterazioni da febbraio a settembre 2019, sotto forma di piccole onde sismiche. Sul nostro pianeta i sismologi mappano gli schemi e le registrazioni sismografiche per individuare i depositi di petrolio e gas e scandagliare gli strati piu’ profondi. “Marte, tuttavia, e’ molto meno attivo tettonicamente – aggiunge Carey Croneis, docente presso la Rice University – e InSight utilizza dati di rumore continuo registrati dalla stazione sismica del lander per inferire la conformazione interna del pianeta”. Secondo gli scienziati, il primo confine tra la crosta superficiale e quella intermedia dovrebbe essere di 35 chilometri, il secondo si trova in una zona di transizione all’interno del mantello in cui i silicati di ferro e magnesio subiscono un cambiamento geochimico, mentre il terzo rappresenta la separazione tra il mantello del pianeta e il suo nucleo ferroso, a circa 1.520 chilometri da InSigt. “Comprendere la struttura interna del nostro vicino cosmico – conclude Levander – puo’ fornirci informazioni interessanti sulla formazione e la composizione di Marte, ma anche sullo sviluppo del pianeta dal punto di vista chimico e termico, oltre a consentirci di formulare ipotesi riguardanti altri pianeti simili”.