Stretto di Messina, il progetto del tunnel presentato alla Camera nel 2019: “Al piano inferiore una linea ferroviaria, al piano superiore un’autostrada”. Ecco come funziona [VIDEO]

Saccà illustra la tecnologia del tunnel sommerso ancorato al fondo con tiranti: “Le caratteristiche principali sono l’elevata sicurezza, i movimenti minimi della struttura, la bassa necessità di manutenzione"

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Quando si parla di collegare Calabria e Sicilia, è sempre un caos di proposte, annunci e promesse non mantenute. Negli ultimi giorni si è tornato a parlare di Ponte sullo Stretto di Messina. Anzi no. Stavolta si parla di Tunnel nello Stretto. Le dichiarazioni che hanno scatenato un mare di reazioni sono arrivate dal Premier Giuseppe Conte, che ha parlato di “un miracolo di ingegneria, una struttura leggera ed ecosostenibile e nel caso anche sottomarina”.

Il progetto è quello presentato dall’ingegnere Giovanni Saccà. “E’ rimasto agli atti – ha spiegato nei giorni scorsi Saccà all’Agi – ma guardi che, semplicemente, noi abbiamo oggi la possibilità e gli strumenti per mettere in atto ciò che scrisse nel 1870 l’ingegnere Albero Carlo Navone”, quando ipotizzò “un tunnel sottomarino da realizzarsi tra Villa San Giovanni e Ganzirri, con una visione che, 150 anni dopo, consideriamo ancora moderna”.

L’ipotesi si fonda, dal punto di vista geormorfologico, sull’esistenza nello Stretto della Sella tra Villa San Giovanni e la Contrada Arcieri di Messina. “E’ una zona poco profonda – prosegue Saccà – che indica una continuità montuosa tra l’Aspromonte in Calabria e i Peloritani in Sicilia“. La Sella dello Stretto è “a una profondità di 170 metri ed è larga 2 km. Scendendo a 50 metri si può scavare un tunnel subalveo impiegando strutture offshore, piloni GBS (Gravity-Based Structure) inseriti su un terreno che qui si trova solo a circa 100 m sotto il livello del mare”.

Il tunnel costituirebbe un prolungamento del contratto di programma che riguarda la galleria Gioa Tauro-Villa San Giovanni. “Si tratta di allungarla per 4 km – spiega Saccà, dirigente del gruppo Fs e presidente della commissione Infrastrutture dell’ordine degli ingegneri della Lombardia – e farla risalire in Sicilia per altri 17, fino a farla collegare con i binari ferroviari per Catania e Palermo, con due stazioni sotterranee nel comune di Messina”. Quanto all’attraversamento per i veicoli, Saccà ipotizza “un secondo tunnel, ma più corto”, da realizzare dopo quello ferroviario. Quanto ai tempi di realizzazione e ai costi, il tunnel verrebbe realizzato in circa 5 anni, con un esborso di 1,5 miliardi, cui “bisognerà aggiungere il costo di tutte le opere accessorie che dovranno essere realizzate sia in Calabria sia in Sicilia (nuove stazioni eccetera) e ovviamente le opere compensative che per queste verranno richieste”.

La video presentazione del progetto

Il 4 luglio del 2019, alla Camera dei Deputati, in occasione del convegno “Le macroregioni europee del Mediterraneo e l’area dello Stretto”, è stata presentata una relazione dettagliata sull’attraversamento dello Stretto. Nel video che trovate in fondo all’articolo, Saccà spiega come funziona l’idea del ponte galleggiante sommerso, sviluppata in Norvegia. “Arianna Minoretti, ingegnere capo del Dipartimento Statale di Ponti dell’amministrazione pubblica dei trasporti norvegese (Statens vegvesen – Norvegian Public Roads Administration) in qualità di responsabile del Progetto Ponte d’Archimede ha presentato con successo i risultati dello studio di fattibilità per l’attraversamento del Bjørnafjord, che è applicabile a molti altri attraversamenti”, spiega l’ing. Giovanni Saccà nella video presentazione.

“Utilizzando tali tecniche nello stretto di Messina, si potrebbero prendere in considerazione soluzioni in grado di realizzare attraversamenti non solo nel punto più stretto, ma anche nel punto più baricentrico rispetto ai centri abitati, in modo da minimizzare i tempi di collegamento interni all’Area Metropolitana dello Stretto. Tutto ciò con lo scopo non solo di risolvere le problematiche dei collegamenti a lunga distanza, ma soprattutto per creare le condizioni in grado di unire le città Metropolitane di Messina e di Reggio Calabria in un’unica grande città Metropolitana localizzata al centro del Mediterraneo, che diverrebbe la settima città d’Italia e la terza del Sud Italia”, afferma Saccà.

Nel video, Saccà illustra la tecnologia del tunnel sommerso ancorato al fondo con tiranti.Il tunnel, realizzato per resistere anche agli urti con sommergibili, potrebbe essere costruito come unione di tanti elementi uguali, giuntati insieme fino a coprire la distanza compresa tra i punti prescelti. La costruzione di questo tipo di struttura viene realizzata all’asciutto in un bacino di carenaggio. Dopo averle sigillate e rese galleggianti, tutte le sezioni vengono trainate sul posto per essere collegate tra di loro. Quindi iniziano le operazioni di affondamento controllato sino a portarle alla giusta quota in modo da poterle collegare con i tiranti di ancoraggio. Completate le operazioni di posizionamento e stabilizzazione di tutte le sezioni, vengono rotte le guarnizioni e messi in collegamento tra di loro tutti i segmenti”, spiega Saccà.

Le caratteristiche principali di un tunnel di Archimede sono l’elevata sicurezza, i movimenti minimi della struttura, la bassa necessità di manutenzione. L’elemento centrale è costituito dalla struttura di collegamento tra le due gallerie tubolari e risulta realizzata su più piani in modo da costituire un luogo sicuro e una via di fuga. Nel caso dello Stretto di Messina, al piano inferiore ho ipotizzato una linea ferroviaria, mentre al piano superiore un’autostrada. I due piani sono collegati tramite scale e sono previste porte antincendio, telecamere e sistemi di comunicazione d’emergenza”, afferma Saccà.

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