Donald Trump sigilla oggi alla Casa Bianca la ‘pax americana’ in Medio Oriente con la firma degli ‘accordi di Abramo‘ per la normalizzazione dei rapporti tra Israele da un lato ed Emirati Arabi e Barhain dall’altro. “Una svolta storica per la pace nella regione“, li ha definiti il tycoon. Alla cerimonia, nel South Lawn, interverranno il premier israeliano Benjamin Netanyahu e i ministri degli esteri degli altri due Paesi, rispettivamente Abdullah bin Zayed Al Nahyan e Khalid bin Ahmed bin Mohammed Al Khalifa. Il presidente Usa avrà incontri bilaterali nello studio Ovale con tutti e tre prima della cerimonia.
Iran: normalizzazione con Israele “errore strategico”
“Qualsiasi passo compiuto per normalizzare formalmente le relazioni con il regime sionista è un errore strategico“. Così il portavoce del governo iraniano Ali Rabiei riferendosi ai recenti accordi di pace con Israele annunciati da due paesi arabi: gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrain, come riferiscono media ufficiali. “In risposta ai tentativi di alcuni stati arabi di normalizzare le relazioni con il regime di Israele che uccide i bambini” come scrive l’agenzia di stampa ufficiale Irna, Rabiei ha aggiunto che la Repubblica Islamica “mette in guardia contro qualsiasi insicurezza creata dal regime sionista nel Golfo Persico”, ritenendo responsabile di tale “insicurezza” il governo del Bahrain. “L’Iran considera l’interferenza del regime sionista nella regione come una minaccia”, ha rimarcato il portavoce aggiungendo che “gli stati che stanno compiendo passi in questo percorso devono assumersi la piena responsabilità delle conseguenze”.
Nelle ultime settimane i palestinesi hanno accusato gli Emirati e il Bahrein di aver tradito il “consenso arabo” che ha fatto della risoluzione del conflitto israelo-palestinese il presupposto per la normalizzazione dei rapporti con lo Stato ebraico. “I tentativi di raggirare il popolo palestinese avranno gravi ripercussioni di cui saranno responsabili gli Stati Uniti e l’occupazione israeliana“, ha aggiunto il presidente palestinese.
Abu Mazen, nessuna pace senza fine occupazione
“Non ci sara’ pace, sicurezza o stabilita’ nella regione senza la fine dell’occupazione e il raggiungimento per il popolo palestinese dei suoi pieni diritti come stabilito dalle legittime risoluzioni internazionali”. Lo ha detto il presidente palestinese Abu Mazen commentando l’Accordo di Abramo firmato oggi da Israele, Emirati e Bahrein a Washington che ha sottolineato come “non permettera’ di raggiungere la pace finche’ gli Usa e l’occupazione israeliana non riconosceranno il diritto del popolo palestinese ad uno stato indipendente”.
Le reazioni dall’Italia: Salvini-Giorgetti, soddisfazione per i risultati di Trump
“La Lega accoglie con soddisfazione il coronamento degli sforzi fatti dal presidente Trump per costruire un Medio Oriente stabile e pacifico. Al tempo stesso si congratula con i leader di Israele, del Bahrein e degli Emirati Arabi Uniti per la coraggiosa scelta di investire nella pace e nella riconciliazione, esprimendo l’auspicio che altri paesi ne seguano presto l’esempio”. Lo dicono il leader della Lega Matteo Salvini e il Responsabile del Dipartimento Esteri della Lega Giancarlo Giorgetti. “Quanto sta avvenendo e’ di portata storica e fa giustizia dello scetticismo che ha circondato finora l’approccio del Presidente Trump ai grandi temi della politica internazionale. La novità – aggiungono – è grande. Per la prima volta, infatti, il riconoscimento reciproco e la pace non sono stati subordinati a cessioni territoriali, rinunce e sacrifici ai danni di importanti posizioni di principio, ma sono derivati dall’apprezzamento concreto dei vantaggi morali e materiali dischiusi dall’archiviazione della prospettiva della guerra. La coesistenza regionale di confessioni diverse si e’ dimostrata possibile, cosi’ come la realizzazione del piano complessivo di riassetto che Trump ha immaginato con il suo progetto di pace tanto deriso al momento della sua presentazione. E’ suggestivo che l’intesa si sia perfezionata nel nome di Abramo, che e’ considerato il padre delle tre religioni monoteiste“.
“Siamo consapevoli degli ostacoli ancora da superare in questo cammino di riconciliazione. La pace e’ sempre un grosso rischio per chi la promuove. Constatiamo che i palestinesi accusano gli Emirati ed il Bahrain di averli abbandonati, mentre e’ vero che gli accordi appena firmati hanno congelato i passi unilaterali che Israele aveva gia’ programmato di fare in Cisgiordania. Quanto e’ avvenuto prova una volta di piu’ che la trattativa e’ la via. E non bisogna aver paura di percorrerla. Al termine del tragitto, con tutta probabilita’ anche i palestinesi troveranno una risposta al loro legittimo desiderio di autogoverno e sovranita’, in una condizione di accettazione condivisa del diritto di Israele ad esistere. Gli accordi non nascono necessariamente contro qualcuno. Lo stesso Presidente Trump ha ricordato che anche gli iraniani potranno un giorno inserirsi in questo processo virtuoso, a patto di archiviare la stagione legata al rifiuto dell’esistenza d’Israele. Riteniamo questo giorno un momento luminoso di speranza non solo per il Medio Oriente, ma per tutto il mondo e ci auguriamo che lo stesso modello vincente possa essere applicato anche ad altri contenziosi ancora irrisolti”, concludono.














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