Un nuovo allarme nucleare arriva dall’Iran: ha riserve di uranio dieci volte oltre i limiti consentiti

Si tratta ancora di uranio a basso arricchimento: per essere considerato adatto per una bomba atomica deve raggiungere il 90% di purezza

Le riserve di uranio a basso arricchimento dell’Iran hanno raggiunto un livello superiore dieci volte quello consentito dall’accordo sul nucleare del 2015. Lo riferisce l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), che nel suo ultimo rapporto parla di 2.105,4 kg di uranio stoccati, contro i 202,8 kg ammessi dall’intesa. Nel precedente rapporto di maggio erano pari a 1.571,6 kg. Il livello di arricchimento dell’uranio ha raggiunto inoltre il 4,5%, sopra il 3,67% consentito. Le riserve di acqua pesante sono invece tornate sotto la soglia massima ammessa di 130 tonnellate.

Teheran, dunque, ha violato i patti seguito al ritiro unilaterale dall’intesa da parte di Washington nel 2018 e alla reimposizione delle sanzioni americane contro la Repubblica Islamica.  “L’Agenzia internazionale per l’energia atomica ha ispezionato uno dei siti e ha prelevato campioni ambientali“, si afferma in uno dei due rapporti visionati da Reuters, riferendosi a campioni volti a rilevare tracce di materiale Nucleare che potrebbe essere state presenti. Gli ispettori dell’agenzia visiteranno l’altro sito “più tardi nel settembre 2020 in una data già concordata con l’Iran, per prelevare campioni ambientali”, si legge ancora nel rapporto.

L’altro rapporto afferma che lo stock iraniano di uranio a basso arricchimento (LEU) è aumentato di 534 chilogrammi nel trimestre più recente, più o meno la stessa quantità dei tre mesi precedenti, raggiungendo il totale di 2.105,4 chilogrammi. Un numero 10 volte maggiore rispetto al limite di 202,8 chilogrammi fissato dall’accordo Nucleare iraniano del 2015 con le grandi potenze, che Teheran ha violato in risposta al ritiro di Washington nel 2018. Le scorte, tuttavia, rimangono molto al di sotto delle tante tonnellate di LEU che l’Iran aveva accumulato prima dell’accordo del 2015. Teheran sta arricchendo l’uranio fino a una purezza fissile del 4,5% che, sebbene sia al di sopra del limite del 3,67% dell’accordo, è ancora molto al di sotto del livello di arricchimento superiore del 20% raggiunto prima dell’accordo. Circa il 90% di purezza è considerato adatto per una bomba atomica.