Allerta Meteo, inizia la violenta ondata di maltempo: tutt’Italia coinvolta in una tempesta che si preannuncia devastante [MAPPE]

Due pesanti perturbazioni atlantiche si assoceranno al vortice con maltempo a vasta scala sul territorio e rischio alluvioni, frane, intense mareggiate e persino neve. Ecco le ultimissime sulle aree più colpite

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Allerta Meteo – Prossime 72 ore all’insegna del maltempo pesante sull’Italia. Sul Mediterraneo centrale irromperà un possente vortice dalle caratteristiche strutturali tardo autunnali o addirittura invernali. Un intenso nucleo perturbato e anche ampio, tale da invadere tutta l’Europa centrale, proveniente direttamente dalle regioni sub-polari marittime, Mare del Nord,  inizierà ad abbordare il Nord Mediterraneo, con la sua avanguardia perturbata, nelle prossime ore serali-notturne.  Poi, nel corso di domani, venerdì 25, la possente macchina vorticosa, ruotando intorno a se stessa, scaglierà una prima intensa avvezione di vorticità positiva verso gran parte delle nostre regioni, comportando una prima fase di pesante maltempo su molte aree, all’insegna di rovesci, temporali forti e nubifragi.

A seguire, il tempo di riorganizzarsi e riacquistare vigore nel corso di sabato, quando magari il maltempo potrebbe temporaneamente alleggerirsi, entro domenica 27, il medesimo vortice, nel frattempo spostatosi con il fulcro proprio sulla nostra penisola,  produrrebbe una seconda possente perturbazione responsabile di  una seconda fase di tempo perturbato e spesso anche tempestoso, per venti intensi associati. Insomma, stiamo per entrare nel vivo del peggioramento autunnale, annunciato per questa settimana e puntualmente arrivato oramai da diversi giorni, con epilogo tempestoso, appunto nel corso del prossimo fine settimana a iniziare da domani venerdì 25. Al di là di un contesto meteo che diverrebbe via via più nuvoloso e più instabile o anche perturbato per gran parte dell’Italia, con piogge e temporali possibili un po’ su tutte le regioni, anche su quelle dove, in questi giorni di instabilità più frammentata, le precipitazioni sono state più scarse o spesso anche assenti,  in questa sede rileveremo soltanto le aree che saranno a rischio di un maltempo violento, perché più esposte delle altre alla direttrice portante delle correnti perturbate.

Nella cartina allegata,  abbiamo  delimitato, a scala di colore verde, le aree dove i fenomeni sono attesi più diffusi, anche forti, violenti e più ricorrenti verso le aree arancio-rosso. Si tratta essenzialmente dei settori Alpini e prealpini del Nord, anche di alcune aree pianeggianti centro-orientali del Nord, aree tra alta Lombardia, poi gran parte del Veneto centro settentrionale e tutto il Friuli Venezia Giulia. Scendendo più verso il Centro, particolarmente sensibili a possibili fenomeni forti saranno l’alta Toscana, localmente l’estremo Levante Ligure, lo Spezzino, anche buona parte del Nord Est Toscana, il Nord Appennino e poi, più a Sud, particolarmente esposta tutta la fascia tirrenica centro-meridionale, dal Lazio, alla Campania, fino al Nord della Calabria.

Massima allerta su queste aree, in particolare sul Friuli-Venezia Giulia, sulle province di Massa-Carrara, sul Livornese, Ovest Pistoiese, sulla provincia di La Spezia, poi sul Grossetano, su gran parte del Lazio, specie sul Frusinate e soprattutto sulla Campania centro-occidentale, tra le province di Caserta, Napoli, Salerno anche Beneventano e Avellinese occidentale, fino al Cosentino, nel Nord Calabria. Su tutte queste aree saranno possibili accumuli fino a 100/200 mm localmente, molti dei quali in unità di tempo ridotta, a causa di precipitazioni intense e quindi con rischio di allagamenti lampo, smottamenti o anche alluvioni. Ribadiamo che, al maltempo diffuso, si assoceranno venti forti in prevalenza occidentali e meridionali, con raffiche in Appennino fino a 120/140 km/h, raffiche di Ponente e Maestrale fino a 150/160 km/h sul Mare di Sardegna, ma anche localmente sui bacini tirrenici, specie medio-bassi; ci sarà  un ulteriore e più sensibile calo termico, con rischio di locali nevicate fino intorno ai 900/1000 m sulle Alpi, specie su quelle più settentrionali della Valle d’Aosta e del Piemonte; neve  un po’ più in alto, secondo l’ultimissimo aggiornamento, sull’Appennino centrale, mediamente intorno ai 1500/1600 m,  per un asse di saccatura visto leggermente più trasversale al bacino e meno favorevole ad una entrata più franca di aria fredda. Tuttavia, variazioni nella struttura perturbata ci saranno, senz’altro fino a evento in corso,  per cui via via, nel corso delle prossime ore, rettificheremo l’intensità dei fenomeni, le aree più colpite e anche la consistenza dell’aria fredda associata al sistema.

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