Come prevenire il diabete e abbassare il colesterolo con il leggendario “frutto del drago”: aiuta anche a dimagrire

Ecco un frutto gustoso e insolito, ma con tante virtù benefiche: abbassa il colesterolo, previene il diabete e aiuta anche a dimagrire

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Un frutto insolito, colorato, col gusto tra il kiwi e la pera, con tante virtù benefiche: potrebbe aiutare ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue, a prevenire il diabete e a perdere peso.

Il frutto del drago, pitahaya o pitaya, è un alleato della nostra salute ed è molto versatile: è ottimo tagliato a metà e mangiato al naturale con un cucchiaino, condito con zucchero e limone, come dessert, per preparare cocktail e frullati, tagliato a pezzetti e cotto al vapore, dando un colore ed un gusto veramente singolare ai piatti.
Inoltre, con la polpa si prepara una succosa bevanda chiamata “agua de pitaya”.

Il frutto del drago, un alleato contro colesterolo e diabete

Questo frutto è una fonte di molecole antiossidanti e secondo alcuni studi preliminari potrebbe aiutare a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue, a prevenire il diabete e a promuovere la guarigione delle ferite,” spiega in un approfondimento l’Humanitas Research Hospital, ospedale ad alta specializzazione, centro di Ricerca e sede di insegnamento universitario. “Tra i benefici che gli vengono tradizionalmente attribuiti sono inoltre incluse le capacità di migliorare l’appetito, di aiutare la perdita di peso e di migliorare la vista e la memoria.

100 g di pitaya intera (di cui sono edibili circa 55 g) apportano 35-50 calorie e contengono all’incirca:

  • 80-90 g di acqua
  • 9-14 g di carboidrati, fra cui 0,3-0,9 g di fibre
  • 0,1-0,6 g di grassi
  • 0,15-0,5 g di proteine
  • 4-25 mg di vitamina C
  • tracce di vitamina A
  • tracce di tiamina
  • tracce di riboflavina
  • 16-36 g di fosforo
  • 6-10 mg di calcio
  • 0,3-0,7 g di ferro
  • 0,2-0,45 g di niacina

La pitahaya è una fonte di flavonoidi e fitoalbumine.

Il frutto del drago: bizzarro ma con straordinarie proprietà benefiche

FRUTTO DRAGO 4

La pitahaya o pitaya, appartenente alla famiglia delle Cactacee (piante grasse) ed al genere Hylocereus, è una pianta originaria delle foreste tropicali che, utilizzando gli alberi come sostegni, raggiunge i 10 metri d’altezza ed è diffusa nell’America centrale e nelle aree settentrionali del sud America, pur essendo coltivata anche nel sud-est asiatico, in Cina, Australia ed Israele.
Detto anche Dragon fruit (frutto del drago), pesa dai 150 ai 600 grammi, ha una forma allungata o ovale, una polpa cremosa caratterizzata dall’aroma delicato, contiene numerosissimi semi neri commestibili e, a seconda del colore esterno e della polpa, si distingue in pitaya rossa, pitaya del Costa Rica e pitaya gialla.

Il frutto del drago, difficilmente reperibile nei reparti ortofrutta, è ricco di vitamina A, vitamina C e vitamine del gruppo B, in particolare la B1, che trasforma gli zuccheri in energia, e B3, utile alla circolazione e contendo molte proteine, costituenti fondamentali dei muscoli e della “massa magra”, si rivela un prezioso amico della nostra salute, riequilibrando le fisiologiche funzioni intestinali e facilitando la peristalsi, grazie al suo mix vitaminico ha proprietà immunostimolanti, prevenendo i disturbi di origine batterica e virale tramite il rafforzamento del sistema immunitario e il potenziamento dell’azione di difesa degli anticorpi.

E’ un alleato della dieta, grazie al suo ridotto contenuto di calorie, ha un basso contenuto di colesterolo ed una minima quantità di grassi monoinsaturi, contenuti all’interno dei suoi semini neri, grandi all’incirca quanto quelli dei kiwi, contiene molta vitamina C, un importante supporto del sistema immunitario che può aiutare a ridurre la durata e la gravità del comune raffreddore, è ricco di antiossidanti che proteggono le cellule corporee dai danni causati dai radicali liberi che possono accelerare l’invecchiamento e la formazione di tessuti cancerosi. In particolare, le phytoalbumine, prevengono la formazione di cellule tumorali, purificando e disintossicando sangue e fegato, e aumentano l’escrezione delle tossine e dei metalli pesanti dal corpo. Le fibre disintossicano l’intestino e aiutano nei casi di stitichezza, oltre a prevenire i rischi di malattie cardiovascolari e a regolare la pressione sanguigna. Il fosforo stimola l’attività cerebrale, favorendo memoria e concentrazione.

Il frutto del drago ha poi proprietà diuretiche, contrastando ritenzione idrica e pelle a buccia d’arancia, grazie al betacarotene, importante antiossidante precursore della vitamina A, protegge occhi e pelle dai raggi UV, contenendo vvitamina C stimola la produzione di collagene, mentre la vitamina E, oltre a contrastare i radicali liberi, tiene a bada le malattie cardiache, diverse forme di cancro e la degenerazione maculare senile.

la leggenda del frutto del drago

Il nome “dragon fruit” deriverebbe da una leggenda cinese (forse più un’eccellente strategia di marketing dato che le origini del frutto sono americane), secondo cui la pitaya veniva creata durante le battaglie da draghi sputafuoco, che lo creavano con l’ultimo respiro.

Vinta la battaglia il frutto veniva portato all’imperatore, come omaggio, mentre il drago veniva sacrificato: la carne era destinata ai soldati, in quanto fonte di forza e ferocia.


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