Coronavirus, Zangrillo: “Berlusconi ricoverato perché è un paziente a rischio. Quando dissi che il virus era morto ho usato toni forti”

"L'umore di Berlusconi non è dei migliori e nemmeno il mio", ha precisato Zangrillo in conferenza stampa

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“Il 2 settembre Berlusconi viene sottoposto a un tampone programmato perche’ aveva soggiornato in luoghi che erano risultati endemici. Abbiamo rilevato una positivita’ in un soggetto asintomatico, privo di rilievi clinici significativi. Ieri, in una situazione di assoluta tranquillita’, ho ritenuto di fare una visita e ho rilevato un blando coinvolgimento polmonare e ho ritenuto opportuno un approfondimento diagnostico che si e’ svolto intorno a mezzanotte al San Raffaele e le risultanze mi hanno consigliato il ricovero ospedaliero, perche’ siamo di fronte a un paziente che si puo’ definire a rischio per l’eta’ e le patologie pregresse”. E’ quanto dichiarato da Alberto Zangrillo, in diretta da Milano. “Siamo in un regime di ricovero con una situazione clinica tranquilla e confortante- sottolinea– il ricovero ospedaliero e’ necessario per un attento monitoraggio”.

Mi sono imposto nell’istituire un regime che comporti il riposo assoluto, è la terapia di cui lui più necessita e non è stato assolutamente facile convincerlo”, precisa Zangrillo, in conferenza stampa. “Come sempre l’uomo è sempre pronto e intelligente, ne ha convenuto ed è contento della decisione presa. L’umore non è dei migliori, neanche il mio. E’ previsto – continua – che ci sia qualche giorno di ricovero qua dentro anche perché esistono protocolli terapeutici”. E ancora: “I suoi 84 anni obbligano ad assoluta cautela”. 

“Non nego che il 31 maggio in una trasmissione dissi, sollecitato provocatoriamente, che il virus è clinicamente morto, ho usato un tono forte, probabilmente stonato, ma fotografava quello che osservavamo e continuiamo a osservare“, ha precisato Zangrillo. “Negli ospedali, fortunatamente non ricoveriamo un paziente con esiti primari”, aggiunge.