Oggi, dopo lunghi mesi di stop, la scuola è ripartita e affronta la sfida dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19. Sulla scuola ”ho dato suggerimenti e sollevato critiche, ma in questo momento vanno messe da parte. Dobbiamo fare tutti in modo che questo sia un successo. È nelle nostre mani far sì che l’inizio della scuola sia un successo e che ne vediamo anche la fine regolare. Richiede l’apporto di tutti e richiede anche un apporto di flessibilità: se alcune di queste misure si rivelassero inadeguate bisogna correggerle rapidamente. Questi sono gli ingredienti: facciamo uno sforzo collettivo e corale e cerchiamo di cambiare se qualcosa non funziona”. Lo ha dichiarato a Tribù, su Sky TG24, il virologo Andrea Crisanti, ordinario di microbiologia all’Università di Padova.

La scelta della Francia di ridurre i giorni di quarantena ”è una misura di compromesso, basata sul fatto che la maggior parte delle persone si ammala dopo cinque o sei giorni dal contatto, ma è una misura che lascia sfuggire una percentuale di persone. Quando si prende una misura si valutano i rischi e i benefici. In questo caso il beneficio è di non tenere a casa troppe persone, i rischi però non li conosciamo bene, perché se riduciamo la quarantena a sette o dieci giorni non sappiamo quante persone sfuggono. Manca il razionale della valutazione rischio-beneficio. Diventa una decisione politica, non scientifica”, ha concluso Crisanti.
