Coronavirus, i DATI della pandemia oltre l’allarmismo: in Italia Agosto è stato il mese migliore, meno della metà dei morti di Luglio. Il confronto con gli altri Paesi

Coronavirus, il punto della situazione in Italia e nel mondo con i dati aggiornati al 31 Agosto

Il mese migliore dall’inizio della pandemia. Agosto in Italia si è concluso con numeri eccezionalmente confortanti sul fronte del Coronavirus, in barba agli allarmismi sull’aumento dei contagi. Che effettivamente c’è stato, con il triplo di casi positivi processati rispetto a Giugno e Luglio, ma siamo rimasti comunque abbondantemente sotto i numeri dei contagiati di Maggio e in ogni caso abbiamo avuto una percentuale molto più bassa di “malati“, perchè gran parte dei positivi di Agosto sono stati asintomatici con bassa carica virale, individuati soltanto grazie all’elevato numero di tamponi realizzati.

La percentuale dei positivi sui tamponi è rimasta molto bassa: a livello mensile dell’1,21%, inferiore a Maggio e di gran lunga inferiore ad Aprile quando avevamo avuto il 6,41% dei positivi sui controllati. Ma il dato più confortante in assoluto è quello dei morti: con una media di 6 morti giornalieri, ad Agosto abbiamo avuto meno della metà dei morti di Luglio e quasi un ottavo dei morti di Giugno, come possiamo osservare dalla tabella:

Ovviamente nel bilancio complessivo pesa moltissimo il dramma della scorsa Primavera, che è culminato nei mesi di Marzo e Aprile in quasi 30 mila morti accertati nel nostro Paese. L’Italia, nonostante i dati eccezionalmente confortanti del trimestre estivo, resta tra i Paesi più colpiti del mondo: soltanto Perù, Belgio, Spagna, Regno Unito e Cile hanno avuto fino al momento un numero di morti superiore a quello del nostro Paese, come possiamo osservare dalla tabella successiva che evidenzia la percentuale dei morti sugli abitanti dei 50 Paesi più colpiti al mondo (tra quelli che hanno una popolazione superiore ai 2 milioni di abitanti):

Anche qui, in barba ai condizionamenti giornalistici palesemente influenzati da logiche politiche, possiamo osservare come l’Italia abbia un numero di morti relativo alla popolazione superiore alla Svezia, che non ha fatto alcun tipo di lockdown, ma anche a Brasile e USA, erroneamente dipinti sui grandi media nazionali come Paesi dell’inferno per il “negazionismo” dei loro Governi. In realtà, però, hanno meno morti dell’Italia.

A proposito dell’efficacia del lockdown, è utile confrontare il grafico dei morti giornalieri in Italia:

… con quello dei morti giornalieri in Svezia:

Le curve sono sostanzialmente sovrapponibili, anzi quella della Svezia è più “morbida” sia nella salita che nella discesa, ad ennesima conferma che il contagio segue altri parametri che prescindono da eventuali misure restrittive più o meno ferree.

Ringraziamo Massimiliano Gaudio per la realizzazione delle tabelle e l’analisi dei dati