Il Covid-19 colpisce alcune persone in modo molto più grave di altre e l’idea è che fattori ancora sconosciuti giochino un ruolo in questo fenomeno. Uno di questi fattori risale addirittura all’uomo di Neanderthal. Uno studio pubblicato su ‘Nature’ svela, infatti, che un segmento di Dna che aumenta fino a tre volte il rischio di sviluppare una forma grave di Covid-19 è stato ereditato proprio dai nostri ‘cugini’ Neanderthal. Lo studio è stato condotto dai ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma e del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology (Germania).

Lo studio rivela anche notevoli differenze nella diffusione di questa variante in diverse parti del mondo. Secondo l’indagine, infatti, questa versione è particolarmente comune in Asia meridionale, dove circa la metà della popolazione è portatrice della variante di rischio di Neanderthal. In Europa invece una persona su sei possiede la variante ‘nel mirino’, mentre in Africa e nell’Asia orientale è quasi inesistente. Dalla ricerca non arriva alcuna spiegazione sul motivo per cui questa variante genetica conferisce un rischio più alto. “È sorprendente che il patrimonio genetico dei Neanderthal abbia conseguenze così drammatiche in questa pandemia. Ora questo aspetto deve essere studiato il più rapidamente possibile“, conclude Svante Pääbo, direttore del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology.