Il gruppo farmaceutico AstraZeneca ha sospeso i test clinici sul vaccino contro il coronavirus dopo che un partecipante ha avuto una reazione collaterale nel Regno Unito: non sono stati forniti ulteriori dettagli, ma è stata definita una “malattia potenzialmente inspiegabile“.
La società ha fatto sapere che “il procedimento di revisione standard ha determinato uno stop nelle vaccinazioni per consentire la revisione dei dati sulla sicurezza“.
Alla fine del mese scorso, AstraZeneca ha iniziato a reclutare 30mila persone negli Stati Uniti per il suo più grande studio sul vaccino. Inoltre sta testando il vaccino, sviluppato dall’Università di Oxford, su migliaia di persone nel Regno Unito e in studi minori in Brasile e Sud Africa.
Le sospensioni temporanee di grandi studi in campo medico non sono insolite e indagare su qualsiasi reazione seria o inaspettata è una parte obbligatoria dei test di sicurezza.
AstraZeneca ha sottolineato che è possibile che il problema sia dovuto a una coincidenza: malattie di ogni genere potrebbero sorgere negli studi di migliaia di persone.
“Dispiace per lo stop alla sperimentazione, ma è il segnale che le aziende stanno lavorando con serietà, trasparenza e controllando i dati. Questo è l’argomento più forte che noi possiamo avere nei confronti dei detrattori dei vaccini e dei no-vax che hanno attaccato dicendo che sarebbe stato messo in commercio senza fare i controlli. Ecco, questa è la risposta migliore che si poteva dare loro“: lo ha dichiarato all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, infettivologo dell’ospedale Policlinico San Martino di Genova. “C’è stato un problema e l’azienda non ha avuto nessuna vergogna a dire stoppiamo e verifichiamo cosa è accaduto. Speriamo riprendano presto ma è la dimostrazione che la ricerca è regolata e trasparente“.
“Non ci dobbiamo preoccupare per quanto accaduto con il vaccino di Astrazeneca, il sistema di controllo funziona e lo fa molto bene. L’azienda ha bloccato la sperimentazione per buona pace dei no-vax che dicono che i vaccini non sono sicuri. E’ stata riscontrata una reazione avversa e l’azienda, in maniera trasparente e annunciando il problema, ha deciso di bloccare momentaneamente gli studi“, ha confermato Antonella Viola, immunologa dell’università di Padova, ospite di ‘Omnibus’ su La7.
“Come al solito se vogliamo vedere il bicchiere mezzo vuoto, allora c’è questo aspetto“, il fatto che ci siano delle reazioni anomale alle sperimentazioni sul vaccino AstraZeneca-Oxford e che ci siano dei rallentamenti, “ma se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno, allora è la conferma che in Italia le cose vengono fatte molto bene, che quando si arriverà a disporre di un vaccino, sarà sicuro perché avrà superato tutte le prove che devono essere superate“: è quanto ha affermato Alberto Villani, direttore di Infettivologia presso l’ospedale Bambino Gesù di Roma, ospite ad Agorà su Rai 3. “Teniamo anche conto che nel mondo sono alcune decine i vaccini in sperimentazione e va messo in conto che non funzionino“.


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