“Il numero di casi di Covid-19 e di ricoveri continua ad aumentare. Questo significa che occorre mantenere una linea di massima prudenza”. Questo il quadro che emerge dal monitoraggio sul coronavirus a cura del Ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanita’ (ISS) relativo alla settimana 14-20 settembre. Il “grande impegno” di tutta la popolazione nella fase di riapertura ed “il mantenimento di misure rigorose” permette oggi di avere un “impatto piu’ contenuto sulla salute della popolazione e sul sistema sanitario rispetto ad altri paesi europei”. Questo, tuttavia, “non deve portare a sottovalutare il rischio che sarebbe generato dall’autorizzazione di eventi ed iniziative di aggregazione in luoghi pubblici, e dei comportamenti individuali anche legati a momenti di aggregazione estemporanei”. Il virus, infatti, “oggi circola in tutto il Paese”.
Si conferma un aumento nei nuovi casi segnalati in Italia per la ottava settimana consecutiva con una incidenza cumulativa (dati flusso ISS) negli ultimi 14 gg di 31.4 per 100mila abitanti (periodo 7/9-20/9) (era a 29,4 per 100.000 abitanti nel periodo 31/8-13/9). Mentre nelle ultime tre settimane si era osservato un incremento della eta’ mediana dei casi notificati, questa settimana l’eta’ mediana e’ stabile a 41 anni.

Nel periodo 3 – 16 settembre 2020, l’Rt calcolato sui casi sintomatici e’ pari a 0,95 (95%CI: 0,88 – 1,05), al di sotto di 1 nel suo valore medio per la seconda settimana consecutiva. Sono stati riportati complessivamente 2868 focolai attivi di cui 832 nuovi (la definizione adottata di focolaio prevede la individuazione di 2 o piu’ casi positivi tra loro collegati), entrambi in aumento per la ottava settimana consecutiva (nella precedente settimana di monitoraggio erano stati segnalati 2397 focolai attivi di cui 698 nuovi).
In conclusione, in Italia “si osserva un lento e progressivo peggioramento dell’epidemia di SARS-CoV-2 da otto settimane che si riflette in un maggiore carico sui servizi sanitari. Questo andamento, sebbene rifletta un trend comune a molti paesi europei, in Italia e’ per ora piu’ contenuto”. Ma questo non deve portare a “sottovalutare il rischio di una rapida ripresa epidemica dovuto ad un eccessivo rilassamento delle misure, con autorizzazione di eventi ed iniziative a rischio aggregazione in luoghi pubblici”.
Dodici le regioni con Rt sopra 1: Abruzzo, Calabria, Campania, F.V. Giulia, Liguria, Molise, Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia Autonoma di Trento, Puglia, Sicilia, Umbria e Veneto. I dati regione per regione: Abruzzo 1.1 Basilicata 0.73 Calabria 1.13 Campania 1.1 Emilia Romagna 0.78 F.V. Giulia 1.11 Lazio 0.85 Liguria 1.31 Lombardia 0.75 Marche 0.99 Molise 1.04 Prov. Aut. Bolzano 1.28 Piemonte 0.96 Prov.Aut. Trento 1.24 Puglia 1.06 Sardegna 0.77 Sicilia 1.2 Toscana 0.93 Umbria 1.06 Valle d’Aosta 0.59 Veneto 1.01
