“L’aumento dei casi di coronavirus in Italia e’ alla sesta settimana consecutiva, con un’incidenza negli ultimi 14 giorni di 27,89 per 100.000 abitanti, in aumento dal periodo 6-19 luglio”. Lo riporta il rapporto settimanale di Istituto Superiore di Sanita’ e Ministero della Salute. La maggior parte dei casi continua ad essere contratta sul territorio nazionale (risultano importati da stato estero il 15% dei nuovi casi diagnosticati nella settimana di monitoraggio); in particolare si osserva una percentuale non trascurabile di casi importati da altra Regione/PA (11,1% nella settimana corrente, in diminuzione rispetto alla settimana precedente).
“In Italia, come in Europa, si e’ verificata durante l’estate una transizione epidemiologica dell’epidemia da SARS-CoV-2 con un forte abbassamento dell’eta’ mediana della popolazione che contrae l’infezione – si legge nel rapporto -. Tuttavia, nelle ultime due settimane l’eta’ mediana dei casi diagnosticati sta di nuovo aumentando ed e’ di circa 35 anni. In particolare, le persone con una eta’ maggiore di 50 anni sono nel periodo 24/8-6/9 circa il 28% dei casi; queste erano poco piu’ del 20% nelle due settimane precedenti. Sebbene la circolazione nel periodo estivo sia avvenuta con maggiore frequenza nelle fasce di eta’ piu’ giovani, in un contesto di avanzata riapertura delle attivita’ commerciali (inclusi luoghi di aggregazione) e di aumentata mobilita’, ci sono ora segnali di una maggiore trasmissione sul territorio nazionale in ambito domiciliare/familiare con circolazione anche in persone con eta’ piu’ avanzata”.
Le dinamiche di trasmissione si mantengono estremamente fluide: “si continuano ad osservare gli effetti di focolai associati ad attivita’ ricreative sia sul territorio nazionale che all’estero gia’ osservati nelle settimane precedenti a cui si associa da questa settimana un ulteriore aumento della trasmissione in ambito familiare/domestico”, sottolineano Iss e Ministero. A partire da giugno, probabilmente per effetto delle riaperture del 4 e 18 maggio e del 3 giugno, a livello nazionale si e’ notato un leggero ma costante incremento dell’indice di trasmissione nazionale (Rt) che ha superato la soglia di 1 intorno al 16 agosto 2020. Nel periodo 20 agosto – 2 settembre 2020 l‘Rt calcolato sui casi sintomatici e’ pari a 1,14. “Bisogna tuttavia interpretare con cautela l’indice di trasmissione nazionale in questo particolare momento dell’epidemia – si legge nel rapporto -. Infatti Rt calcolato sui casi sintomatici, pur rimanendo l’indicatore piu’ affidabile a livello regionale e confrontabile nel tempo per il monitoraggio della trasmissibilita’, potrebbe sottostimare leggermente la reale trasmissione del virus a livello nazionale. Pertanto l’Rt nazionale deve essere sempre interpretato tenendo anche in considerazione il dato di incidenza”.
Anche in questa settimana di monitoraggio sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione da SARS-CoV-2 in tutte le Regioni/Province Autonome. Nella settimana di monitoraggio il 37% dei nuovi casi diagnosticati in Italia e’ stato identificato tramite attivita’ di screening, mentre il 31% nell’ambito di attivita’ di contact tracing. I rimanenti casi sono stati identificati in quanto sintomatici (27%) o non e’ riportata la ragione dell’accertamento diagnostico (5%). Quindi, complessivamente, il 68% dei nuovi casi sono stati diagnosticati grazie alla intensa attivita’ di screening e alla indagine dei casi con identificazione e monitoraggio dei contatti stretti.
Il virus oggi circola in tutto il Paese. Iss e Ministero invitano alla cautela perche’ “la circolazione di SARS-CoV-2 e’ sempre piu’ rilevante. Rispetto alle due settimane di monitoraggio precedenti (dal 17 al 30 agosto 2020), in quasi tutte le Regioni si osserva un aumento del tasso di occupazione dei posti letto dedicati sia in area medica che in terapia intensiva. A livello nazionale il tasso di occupazione in area medica e’ aumentato dall’1 al 2% mentre il tasso di occupazione in terapia intensiva dal 2% al 3%, con valori superiori al 5% per alcune regioni. Sebbene, non siano ancora stati identificati segnali di sovraccarico dei servizi sanitari assistenziali, la tendenza osservata potrebbe riflettersi a breve tempo in un maggiore impegno. Si conferma, inoltre, l’importante e crescente impegno dei servizi territoriali (Dipartimenti di Prevenzione) per far si’ che i focolai presenti siano prontamente identificati ed indagati”.
Nella settimana di monitoraggio sono stati riportati complessivamente 2280 focolai attivi di cui 691 nuovi (la definizione adottata di focolaio prevede la individuazione di 2 o piu’ casi positivi tra loro collegati), entrambi in aumento per la sesta settimana consecutiva (nella precedente settimana di monitoraggio erano stati segnalati 1799 focolai attivi di cui 649 nuovi). Questo comporta un sempre maggiore impegno dei servizi territoriali nelle attivita’ di ricerca dei contatti che sono riusciti finora a contenere la trasmissione locale del virus. Per Iss e Ministero della Salute e’ quindi “necessario mantenere elevata la resilienza dei servizi territoriali, continuare a rafforzare la consapevolezza e la compliance della popolazione al rispetto delle misure di controllo, realizzare la ricerca attiva ed accertamento diagnostico di potenziali casi, l’isolamento dei casi, la quarantena dei loro contatti stretti. Queste azioni sono fondamentali per controllare la trasmissione ed eventualmente identificare rapidamente e fronteggiare recrudescenze epidemiche”. “E’ essenziale mantenere elevata l’attenzione e continuare a rafforzare le attivita’ di “contact tracing” (ricerca dei contatti) in modo da identificare precocemente tutti i potenziali focolai di trasmissione e continuare a controllare l’epidemia. Per questo rimane fondamentale mantenere una elevata consapevolezza della popolazione generale circa il peggioramento della situazione epidemiologica e sull’importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale, l’uso delle mascherine e il distanziamento fisico”, si legge ancora nel rapporto.
“Si ribadisce la necessita’ di rispettare i provvedimenti quarantenari e le altre misure raccomandate dalla autorita’ sanitarie, sia per le persone che rientrano da Paesi per i quali e’ prevista la quarantena, e sia, a seguito di richiesta dell’autorita’ sanitaria, essendo stati individuati come contatti stretti di un caso”, spiegano infine Iss e ministero, che concludono: “Si raccomanda alla popolazione di prestare particolare attenzione al rischio di contrarre l’infezione in situazioni di affollamento in cui si osserva un mancato rispetto delle misure raccomandate e durante periodi di permanenza in Paesi o aree con una piu’ alta circolazione virale. In questi casi, si raccomanda di prestare responsabilmente particolare attenzione alle norme comportamentali di prevenzione della trasmissione di SARS-CoV-2, in particolare nei confronti di fasce di popolazione piu’ vulnerabili”.


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